Quanto stiamo rischiando con il cambiamento climatico?

È possibile misurare i rischi del cambiamento climatico? Ad oggi, sappiamo che i rischi sono alti ma, presto, potremo anche misurarli, paese per paese.

Quanto stiamo rischiando con il cambiamento climatico?

Anche se molte persone, quando sentono parlare di cambiamenti climatici, sbadigliano, c’è di che essere preoccupati.

Non per nulla alcuni governi cercano di arrivare ad usare energia pulita, con piani a breve e lungo termine, oltre che frenare l’inquinamento. Alcune persone si stanno impegnando per vivere una vita più verde e le case automobilistiche stanno iniziando la transizione verso i veicoli elettrici.

Il commercio internazionale rischia grosso

Di fatto, il cambiamento climatico ha già avuto, e continuerà ad avere, impatti significativi sulle nostre vite e sugli ecosistemi in tutto il mondo. Naturalmente, avrà un impatto significativo anche sul commercio internazionale e sulla disponibilità di merci, metalli compresi.

Secondo uno studio del 2009 del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) e delle Nazioni Unite, il commercio subirà due importanti impatti a seguito dei cambiamenti climatici.

In primis, i cambiamenti climatici possono alterare i vantaggi competitivi di singoli paesi e portare a cambiamenti nel modello del commercio internazionale. Ciò sarà più evidente in quei paesi il cui vantaggi derivano da ragioni climatiche o geofisiche. Chi dipende molto dall’agricoltura, per esempio, potrebbe subire una riduzione delle esportazioni, a causa della diminuzione dei raccolti in seguito ad eventi meteorologici estremi sempre più frequenti (come per esempio gli uragani).

In secondo luogo, il cambiamento climatico può aumentare la vulnerabilità della catena degli approvvigionamenti, dei trasporti e della distribuzione. Gli eventi meteorologici estremi possono portare alla chiusura di porti o vie di trasporto, danneggiando infrastrutture critiche.

Anche paesi che vantano un sistema di trasporto affidabile, sicuro ed efficiente sono a rischio per l’aumento delle precipitazioni, delle inondazioni costiere, del calore, degli incendi e di altri eventi estremi. Le conseguenze saranno assai negative per il commercio internazionale e per tutta l’economia globale.

Come misurare un rischio del genere?

Ma presto, avremo una misura di tutto questo. L’Università del Maryland (Stati Uniti) e la società di software Resilinc si sono alleate per creare un nuovo indice. L’obbiettivo è di valutare la vulnerabilità ai cambiamenti climatici (Climate Change Variability/Vulnerability Index).

Poiché i cambiamenti climatici variano molto in base alla posizione geografica, l’indice diventerà importante in quanto cercherà di identificare dove ci saranno le peggiori conseguenze di un aumento globale della temperatura, soprattutto nella catena degli approvvigionamenti. Naturalmente, la possibilità di misurare con precisione e affidabilità il rischio, consente una migliore gestione per mitigare il rischio stesso.

Lentamente ma inesorabilmente, sempre più persone sono consapevoli delle conseguenze del cambiamento climatico, altrettanto disastrose dell’inerzia di chi preferisce voltare la testa per non vedere il problema.

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