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Scandalo Volkswagen: diesel al tramonto e terre rare alle stelle?

Le ripercussioni per lo scandalo Volkswagen per l’imbroglio sulle emissioni inquinanti potrebbero portare ad un radicale cambiamento di tutto il settore automobilistico.

Mentre è appena terminato il salone dell’auto di Francoforte (dal 19 al 27 settembre), riecheggiano ancora le parole dell’ex amministratore delegato di Volkswagen che annunciava 20 nuovi modelli elettrici o con alimentazione ibrida.

Lo scandalo del software che altera la centralina di un motore diesel per ridurre le emissioni di CO2 durante i controlli di conformità ambientale è un duro colpo, non solo per la Volkswagen, ma con ogni probabilità, per tutta l’industria automobilistica delle vetture alimentate ad idrocarburi. Tuttavia, lo scandalo rischia di accelerare la rivoluzione delle auto elettriche e delle auto ibride.

Le conseguenze per Volkswagen, ma anche per molti suoi concorrenti, potrebbero essere drammatiche, mentre per tutto il settore delle terre rare (REE – Rare Earth Elements), metalli utilizzati soprattutto nelle batterie, comporteranno un drastico aumento della domanda globale.

Tra tutti gli elementi delle terre rare, il disprosio è quello che sarà maggiormente interessato ai cambiamenti di una nuova era dell’industria automobilistica (“Il metallo nascosto nell’auto elettrica“).

Ancora prima dello scandalo Volkswagen, la Commissione UE per i metalli critici prevedeva che la domanda di disprosio sarebbe raddoppiata entro il 2020

Ancora prima dello scandalo Volkswagen, la Commissione per i metalli critici dell’Unione Europea prevedeva che la domanda di disprosio sarebbe raddoppiata entro il 2020. Ma il passaggio dai motori diesel ai motori ibridi potrebbe causare una revisione di tale cifra verso l’alto.

La domanda di terre rare dalla Cina, principale produttore mondiale in condizioni di quasi monopolio, rischia di salire drammaticamente nel corso dei prossimi cinque anni.

Chen Zhanheng, vice-segretario generale della Association of China Rare Earth Industry, ha detto che il consumo interno cinese è previsto in aumento di circa il 9% per quest’anno (97.700 tonnellate). Con 30.000 tonnellate previste per l’esportazione e 105.000 tonnellate fissate come massimale di produzione, è del tutto improbabile che la domanda di terre rare sarà soddisfatta.

La Cina non solo produce circa il 90% della produzione mondiale di terre rare, ma ne consuma anche circa l’80%.


Tutte condizioni che rendono ancora più impegnativo il compito del governo cinese di combattere il fenomeno delle miniere di terre rare illegali (“Il contrabbando di terre rare in Cina“).

In questo difficile contesto, il passaggio dell’industria automobilistica dai motori diesel a quelli elettrici e ibridi si scontrerà con una carenza di terre rare che sarà catastrofica per gli acquirenti, ma che frutterà ai venditori, oltre ai profitti, la possibilità di condizionare tutto il settore delle batterie e quindi anche dell’auto.

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Roberto Gozzetti

È stato un trader nel settore dei metalli per lungo tempo, lavorando con alcune importanti aziende del settore in Italia e in Europa. Esperto in metalli rari, è consulente presso un’azienda svizzera leader sul mercato internazionale di questi metalli. Da qualche anno è impegnato anche nella divulgazione giornalistica del mondo dei metalli rari e delle materie prime.
Il suo profilo professionale è su LINKEDIN.

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