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Ricercatori americani in azione per ridurre la dipendenza dalle terre rare cinesi

Gli Stati Uniti puntano sui ricercatori per non dipendere dalle forniture cinesi di terre rare, con un investimento da 120 milioni di dollari.

Gli Stati Uniti hanno stanziato 120 milioni di dollari per cercare di ridurre la propria dipendenza dalla Cina per quanto riguarda le terre rare.  

Per raggiungere l’obbiettivo, il Dipartimento dell’Energia americano si accinge a creare una struttura, il Critical Materials Institute, nella quale lavoreranno ricercatori del mondo accademico e del settore privato. Un importante sforzo per eliminare la criticità di molti materiali, come le terre rare, che creano un ostacolo alla commercializzazione delle tecnologie energetiche pulite.

Il nuovo centro ricerca, che avrà a disposizione quattro laboratori nazionali, affronterà le sfide su tutto il ciclo di vita delle terre rare, cercando di attivare nuove fonti di approvvigionamento e cercando di migliorare l’accesso alle fonti esistenti.

Anche il Giappone sta sforzandosi di ridurre la propria dipendenza dalle terre rare cinesi

La decisione di investire nel nuovo centro è scaturita dopo che, nel dicembre del 2011, il Dipartimento dell’Energia aveva individuato cinque elementi delle terre rare (disprosio, terbio, europio, neodimio e ittrio) la cui carenza potrebbe minacciare lo sviluppo di tecnologie per l’energia verde.

Anche il Giappone sta sforzandosi di ridurre la propria dipendenza dalle terre rare cinesi. Recentemente ha annunciato che inizierà un’esplorazione dei fondali dell’Oceano Pacifico alla ricerca di depositi di questi preziosi elementi, in quantità sufficienti a rifornire le proprie aziende produttrici di high tech.


I ricercatori giapponesi della Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology, cominceranno le prime esplorazioni alla fine del prossimo febbraio nei pressi dell’isola  Minamitorishima, che si trova a circa 2.000 chilometri a sud est di Tokyo.

Stati Uniti e Giappone si sono accorti in ritardo di quanto la loro dipendenza dalle terre rare cinesi sia una seria minaccia agli sviluppi delle proprie industrie più strategiche. Trovare fonti alternative o riuscire a trovare materiali sostitutivi non sarà un’impresa facile ne veloce e i risultati sono tutt’altro che scontati.

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