Chi è il Re di tutti i metalli? Sua maestà il rame…

Molte degli utilizzi del rame sono considerati critici e, anche per questo motivo, è il più prezioso dei metalli di base. Nei prossimi anni giocherà un ruolo importante in molte tecnologie, alimentando una crescita della domanda.

Specchio delle mie brame, chi è il metallo più bello del reame?“… il rame naturalmente!

In effetti, è proprio il metallo rosso ad essere considerato il Re di tutti i metalli di base. Dal cablaggio elettrico e idraulico alle tecnologie di comunicazione e all’elettronica, il rame è indispensabile a tutta una vasta gamma di applicazioni. Ma è anche stato soprannominato Dr Copper, dal momento che lo si puè trovare in moltissimi settori dell’economia e, perciò, è spesso considerato il più affidabile indicatore della salute attuale e futura dell’economia mondiale.

Al di là del buon andamento di cui il metallo rosso ha goduto nel 2017, la cosa che più interessa gli investitori e gli operatori del settore è, ovviamente, quali saranno i prezzi nel prossimo futuro. E per saperlo, a parte la sfera di cristallo magica, cosa c’è di meglio che conoscere quali sono i fattori chiave che muovono il mercato?

I 3 fattori chiave nel mercato del rame

Chi conosce quali fattori avranno la maggiore influenza sul mercato nel breve e nel lungo termine, potrà trarne un evidente vantaggio.

Oggi, i fattori principali sono tre: l’andamento positivo dell’economia mondiale, la nuove tecnologie e il fatto che stiamo usando più rame di quanto ne abbiamo.

Le economie mondiali, comprese quelle di Europa e Stati Uniti, stanno andando piuttosto bene. Anche se l’economia cinese non è robusta come in passato, continua a crescere a un tasso annuo del 6 o 7 percento. La Cina è il secondo produttore di rame del mondo, ma lo sviluppo delle sue infrastrutture la costringono ad importare metallo rosso. Di fatto, il gigante asiatico è responsabile del 40% della  domanda mondiale di metallo. Secondo ICSG (International Copper Study Group), nel 2018, la domanda di rame cinese crescerà ad un ritmo del 3%.

Il rame nei veicoli elettrici

Il rame è un ottimo conduttore di energia elettrica. Per questo, oltre che per la sua resistenza alla corrosione, è impiegato in una vasta gamma di applicazioni tecnologiche legate all’energia: generatori, motori, trasformatori e sistemi per l’energia rinnovabile.

Ma la parte del leone nel settore tecnologico sarà quella dei veicoli elettrici (EV), che influenzeranno significativamente la domanda di rame, soprattutto nel lungo termine. Secondo un recente rapporto di Citigroup, i veicoli elettrici e ibridi alimentati a batteria, utilizzano rispettivamente più di tre e più di due volte la quantità di rame utilizzata nelle auto convenzionali. Le auto convenzionali utilizzano 23 chilogrammi di rame rispetto ai 51 chilogrammi nei veicoli ibridi e ai 77 chilogrammi in quelli elettrici.

Le preoccupazioni ambientali stanno giocando un ruolo sempre più grande nella politica globale. Per esempio, ci sono diversi paesi che vogliono vietare i motori a combustione interna a favore dei veicoli elettrici, tra cui il Regno Unito (entro il 2040) e l’India (entro il 2030). Questo cambiamento trasformerà anche le infrastrutture dei trasporti, man mano che le automobili diventeranno elettriche. Entro il 2035, BHP Billiton prevede che ci saranno 140 milioni di veicoli elettrici.

Ma c’è anche il mercato antimicrobico

Un settore poco conosciuto ma che potrebbe giocare un ruolo importante per il mercato del rame è quello antimicrobico. Poichè i batteri non possono vivere sul rame, viste le preoccupazioni per i batteri resistenti ai farmaci, la strada sarà quella di utilizzarlo sulle superfici.

In posti come le cucine dei ristoranti, gli ospedali e tutti quei luoghi pubblici dove si vuole ridurre la possibilità di contagi batterici, il metallo rosso prenderà sempre più piede.

La domanda globale di rame aumenterà di almeno 1 milione di tonnellate all’anno nei prossimi 20 anni se il metallo verrà utilizzato per combattere le infezioni domestiche e negli spazi pubblici come scuole, supermercati e palestre.

Ancora deficit per il rame

Ma dopo le considerazioni fatte fino ad ora, impossibile non esaminare anche il fronte dell’offerta.

Secondo ICSG, la produzione mondiale mineraria nel 2016 è cresciuta del 6%. Ma, secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2017 è diminuita del 3% e, nel 2018, dovrebbe crescere del 2,5%. I numeri del 2017 sono stati influenzati dalle interruzioni dell’approvvigionamento in Indonesia e in Cile, ma anche dalla mancanza di nuovi progetti che avranno un impatto negativo sull’offerta globale nei prossimi anni.

Comprensibili le preoccupazioni per altre interruzioni nelle forniture nel corso del 2018. Soprattutto in Cile, il primo produttore al mondo di rame, dove nel 2017 gli scioperi dei lavoratori hanno causato una riduzione della produzione globale di circa il 6%, si temono altre interruzioni per quest’anno.

Ma al di là dei fattori che guideranno il rame nel breve termine, gli analisti sembrano concordare sul fatto che i fondamentali del metallo rosso nel lungo termine siano molto buoni, soprattutto grazie allo sviluppo nelle nuove tecnologie.

Il Re Rame non sarà spodestato tanto presto dal suo trono…

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