Il rame crolla. Chi sarà il prossimo? L’economia globale?

Il pesante tonfo del rame non presagisce nulla di buono per tutte le altre materie prime e per l’intera economia globale.

Il rame crolla. Chi sarà il prossimo? L'economia globale?

Il coronavirus sta massacrando anche le materie prime. Tuttavia, è il rame quello il cui tonfo impressiona di più. Infatti, si tratta del barometro della salute economica globale.

I voli per la Cina sono stati cancellati e gli impianti di produzione cinesi sono stati chiusi. I contratti di fornitura di materie prime sono stati cancellati per causa di forza maggiore.

Gli economisti di Pechino stimano che i tassi di crescita del primo trimestre potrebbero diminuire di almeno un punto percentuale.

Come sanno tutti gli operatori di settore, quando va male il rame, vanno male anche gli altri metalli, il petrolio e il gas. Infatti, il metallo rosso è strettamente legato alla produzione, alla produzione industriale, all’edilizia, all’ingegneria e alla tecnologia dell’informazione. Insomma, il rame è di fatto il miglior indicatore della forza economica e della domanda globale.

Esiste inoltre una chiara correlazione con il prezzo di molti metalli e con il prezzo del petrolio, perché si tratta di materie prime influenzate dagli stessi fattori economici fondamentali.

Il nuovo coronavirus: un bagno di sangue per le materie prime

La Cina è il più grande acquirente di rame al mondo e il panico per il nuovo virus ha costretto il governo a sospendere tutte le nuove gare d’appalto. Ma non solo… Sono state annullate anche le importazioni di petrolio con un drammatico effetto sui prezzi della maggior parte delle materie prime.

Emblematico il caso dell’acido solforico, un sottoprodotto della produzione di rame, utilizzato soprattutto nei fertilizzanti. In poche settimane la domanda di acido solforico è crollata ed i prezzi hanno perso più della metà del loro valore in un mese. Hubei, la regione cinese dove ha origine il coronavirus, rappresenta il 20% del consumo cinese di acido solforico.

Tornando invece al petrolio, gli analisti pensano che il coronavirus abbia finora provocato una riduzione del 20% della domanda di petrolio cinese. Secondo Fortune, la Cina sta tentando di vendere milioni di barili di greggio dall’Africa occidentale che aveva già acquistato.

Potrà recuperare l’economia cinese? E in quanto tempo?

Adesso molti si domandano quanto velocemente potrà recuperare la produzione cinese e la sua economia? Purtroppo, nessuno riesce a dare una risposta dal momento che il virus continua ad accelerare il suo ritmo di infezione a livello globale.

Potrebbe sembrare superfluo da dire, ma le materie prime non hanno solo il problema del coronavirus. Anche la guerra commerciale USA-Cina è una grossa zavorra per i prezzi di molte commodity.

Infine, non c’è da dimenticare che i paragoni con lo scoppio della SARS avvenuto nel 2003 sono, in questo contesto, assolutamente fuori luogo. Infatti, la Cina di oggi è una bestia molto più grande e la sua portata globale è diventata enorme.

Nell’era della globalizzazione tutto è legato a tutto e lo schianto del rame potrebbe presagire ad un sisma drammatico per l’economia cinese e, a ruota, per l’economia di tutto il mondo.

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