Il prezzo del rame cade e nulla riesce a fermarlo

Dopo essere precipitati durante il peggior giorno di Wall Street dal 1987, i prezzi del rame continuano a scendere. Intanto molte miniere si fermano o rallentano.

Il prezzo del rame cade e nulla riesce a fermarlo

I prezzi del rame hanno perso oltre il 15% dall’inizio dell’anno, toccando il minimo degli ultimi 40 mesi.

La scorsa settimana Wall Street ha vissuto la sua peggior giornata dal 1987, facendo precipitare anche il rame. Ma la caduta non si è fermata. I timori di un rallentamento della domanda sono troppo forti.

La pandemia di coronavirus avrà conseguenze molto negative sulla domanda in Cina, il principale consumatore mondiale di metallo rosso. Inoltre, anche negli altri paesi del mondo, le misure di contenimento del contagio strazieranno la domanda.

Un barlume di ottimismo

Ma gli analisti intravedono qualche barlume di ottimismo. Secondo la Julius Baer, nonostante i numeri disastrosi della Cina in termini di produzione industriale e investimenti, il paese, d’ora in poi, dovrebbe iniziare una ripresa.

Naturalmente, i mercati dei metalli sono adesso concentrati anche su ciò che sta accadendo al di fuori della Cina e su un’avversione al rischio che sta scomparendo dall’orizzonte degli investitori. Tuttavia, la Cina rappresenta pur sempre la metà della domanda globale di metalli.

Il rame è in buona compagnia visto che anche gli altri metalli di base sono scesi da inizio anno. Il nichel era a 14.070 dollari per tonnellata all’inizio di gennaio, mentre è scivolato a 11.770 dollari. Lo zinco è passato da 2.297 dollari per tonnellata a 1.931 dollari.

Le banche centrali e i governi di tutto il mondo hanno risposto alle conseguenze del coronavirus con varie misure, tra cui blocchi, riduzioni dei tassi di interesse e promesse di pacchetti di spesa per stimolare l’economia. La Federal Reserve americana (FED) ha tagliato i tassi di interesse, portandoli vicino allo zero.

Le miniere di rame corrono ai ripari

In conseguenza di un simile terremoto globale, anche le società minerarie cercano di correre ai ripari.

Anglo American ha dichiarato che rallenterà i lavori di costruzione della miniera di rame di Quellaveco, in Perù. Si tratta di un progetto da 5 miliardi di dollari con una produzione che dovrebbe raggiungere le 300.000 tonnellate nei primi 10 anni.

Anche Freeport McMoRan ha temporaneamente sospeso il complesso minerario Cerro Verde (rame- molibdeno) in Perù. In Canada, la Vale metterà la sua miniera di rame nella baia di Voisey in manutenzione per quattro settimane. Sulla stessa linea Rio Tinto, che ha dichiarato che sta rallentando il suo gigantesco progetto di Oyu Tolgoi (rame), in Mongolia.

Di fatto, molte miniere di rame si stanno mettendo in standby, nella speranza che l’epidemia passi presto e tutto possa tornare come prima.

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