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Il prezzo dell’alluminio salta sui massimi

L’alluminio ha rotto la resistenza dei 1.800 dollari e il mercato si domanda dove possa arrivare nei prossimi mesi.

Il prezzo dell'alluminio salta sui massimi

prezzi dell’alluminio hanno sfondato i 1.800 a tonnellata.

Come sanno bene gli operatori e come alcuni analisti si aspettavano, questo è un importante segnale che i tori stanno prendendo il sopravvento su un mercato, che sarà sempre più influenzato da quello che accadrà sul fronte dell’offerta.

Per esempio, una recente dichiarazione del governo cinese circa la chiusura di circa un terzo della produzione di alluminio nelle province di Shandong, Henan, Hebei e Shanxi durante i mesi invernali, ha scatenato la gioia degli investitori. Infatti, queste province rappresentano oltre il 20% della produzione mondiale di alluminio.

Alla fine del mese scorso la Cina ha approvato una legge che permetterà di imporre tasse per la tutela ambientale

Ma non basta. Alla fine del mese scorso la Cina ha approvato una legge che permetterà di imporre tasse per la tutela ambientale, in seguito al perdurare di smog pericolosi nel nord del paese, dove si trovano molti produttori industriali.

La Cina sembra stia prendendo sul serio il problema dell’inquinamento atmosferico e la combustione di carbone e la produzione di metalli, soprattutto acciaio e alluminio, potrebbe ridursi quest’anno.

Anche se molti analisti non pensano che la Cina ridurrà troppo la produzione di alluminio perché i prezzi sono ben al di sopra di quelli dello scorso anno, il fatto che i costi di produzione siano cresciuti potrebbe portare ad un rallentamento dei riavvii.

Infine, sui prezzi pende la spada di Damocle delle tensioni sulle importazioni negli Stati Uniti, dove il governo ha accusato la Cina di aiutare con sussidi l’industria dell’alluminio. Inoltre, le autorità doganali americane hanno appena sequestrato 25 milioni di dollari di alluminio collegato al miliardario cinese Liu Zhongtian, accusato di camuffare la provenienza del metallo per aggirare illegalmente i dazi doganali.

Le stesse problematiche commerciali e ambientali che avevano costretto la Cina a ridurre la propria produzione di acciaio. Vedremo una cosa simile anche per l’alluminio?

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