Prezzi del palladio ancora in salita

Continua la corsa al rialzo del palladio, che ha toccato un nuovo record a 1.150 dollari per oncia. Dove potrà arrivare nei prossimi mesi?

Ci stiamo avvicinando ormai al termine di questo anno e si avvicina il momento di tirare un po’ di somme che, per molti metalli, non sono state troppo positive.

Ma per il palladio non è proprio così.

Le nuove tensioni tra la Russia e gli Stati Uniti

Infatti, questo metallo, che appartiene alla famiglia del platino, ha toccato un nuovo record, a causa dei timori di altre tensioni tra Russia e Stati Uniti. Secondo alcuni analisti, i piani degli Stati Uniti di ritirarsi dal trattato nucleare sui missili a raggio intermedio, potrebbero portare la Russia, il primo produttore al mondo di palladio, a ridurre l’offerta di metallo.

Una eventualità piuttosto negativa visto che, secondo l’USGS (United States Geological Survey), il 25% delle importazioni di palladio negli Stati Uniti dal 2013 al 2016 proveniva dalla Russia, appena dietro il Sud Africa (30%), che è stata la principale fonte statunitense del metallo.

Per chi non lo sapesse, il palladio, tra le tante applicazioni, viene utilizzato nei convertitori catalitici per autoveicoli, necessari per il trattamento dei gas inquinanti. Inoltre, storicamente, ha sempre avuto un prezzo inferiore a quello del platino ma, nell’ultimo anno, le cose sono cambiate.

Un record dopo l’altro

A inizio ottobre, il palladio, per la prima volta in otto mesi, ha superato la soglia dei 1.000 dollari per oncia. Ma non si è fermato qui.

Nelle settimane successive, il prezzo ha continuato a salire, toccando 1.090 dollari al London Platinum e Palladium Market. Per arrivare poi, martedì 23 ottobre, a 1.150 dollari, un livello superiore al precedente massimo toccato a gennaio di quest’anno (1.128 dollari per oncia).

Attenzione però. Gli esperti ricordano che, vista l’entità e la rapidità con cui sono cresciuti i prezzi, c’è da pensare che potrebbe essere in arrivo una correzione.

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