Energia

Prezzi del petrolio? Sotto gli 80 dollari fino al 2020

Le ultime previsioni della International Energy Agency indicano prezzi del petrolio bassi ancora per anni. Ma crescono le preoccupazioni sul piano geopolitico a causa dei nuovi equilibri energetici globali.

Ci avviciniamo alla fine di un anno particolarmente volatile per il mercato del petrolio e molti esperti ritengono che i prezzi rimarranno bassi per il resto del 2015 e per tutto il 2016.

Tuttavia, in un rapporto appena pubblicato, l’International Energy Agency (IEA), afferma che i prezzi del petrolio rimarranno a livelli bassi per un periodo molto più lungo.

Se la discesa dei prezzi dell’oro nero porterà il mercato ad un naturale riequilibrio, con una progressiva contrazione dell’offerta e una crescita della domanda, questo passaggio non sarà per nulla veloce ne immediato. Infatti, ci vorranno parecchi anni affinché la domanda trovi un equilibrio con l’offerta e, per la precisione, ciò avverrà soltanto nel 2020 con un prezzo al barile di circa 80 dollari.

Negli ultimi 25 anni non era mai successo che gli investimenti calassero per due anni consecutivi

Ma c’è chi ritiene che i prezzi rimarranno bassi anche oltre il 2020. I livelli dei prezzi di oggi sta spingendo fuori dal mercato i produttori con i costi più alti, innescando una pesante dipendenza dai produttori a basso costo, con una concentrazione dell’offerta che è altamente probabile possa creare problemi di sicurezza energetica globale.

La IEA stima che, nel corso di quest’anno, gli investimenti in petrolio si ridurranno di oltre il 20% e questo declino durerà anche il prossimo anno. Negli ultimi 25 anni non era mai successo che gli investimenti calassero per due anni consecutivi.


Produttori ad alto costo come Canada, Stati Uniti e Brasile subiranno le conseguenze dei bassi prezzi del petrolio più velocemente di altri esportatori, a tutto beneficio di Iraq e Iran. Allo stato attuale, il Medio Oriente fornisce circa un terzo del petrolio mondiale, ma con prezzi intorno ai 50 dollari il peso mediorientale potrebbe aumentare a più di due terzi delle forniture globali.

Qualcuno sarebbe tentato di riassumere i nuovi equilibri geo-energetici con il vecchio detto “un po’ per uno in braccio alla mamma“, se non fosse che il petrolio costituisce ancora una risorsa strategica indispensabile per tutto l’Occidente, che lo porterà ad una pericolosa dipendenza da paesi che non si sono dimostrati ne amichevoli ne politicamente stabili.

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