Mercati

C’è da preoccuparsi per il downgrade della Cina?

Il recentemente declassamento di Moody’s, solleva alcuni dubbi sulle prospettive dell’economia cinese.

L’agenzia di rating Moody’s ha declassato la Cina.

Il rallentamento della crescita economica e l’esplosione dei crediti sono le cause del downgrade. Ma quanto c’è di preoccupante?

Un downgrade non è certo la fine del mondo. Lo sa bene l’Italia, declassata più volte nel corso dell’ultimo decennio. Anche Stati Uniti e Regno Unito hanno subito declassamenti senza che la cosa portasse a disastri economici. Anche i paesi con grandi debiti non sono per questo falliti.

Naturalmente, ci sono delle eccezioni, come nel caso della Grecia, in cui il costo del debito è salito vertiginosamente. Non certo per colpa di Moody’s o di Standard & Poor’s, quanto piuttosto per la perdita di fiducia dei mercati circa la capacità del paese di sostenere  il debito. Proprio quello che sembra essere uno dei problemi della Cina.

Il recente declassamento di Moody’s a A1, è ancora all’interno della categoria “investment grade

Anche se il crescente debito cinese ha già raggiunto il 256% del PIL, gran parte di esso è in mano agli investitori interni al paese, cioè non è finanziato dall’estero. Perciò, il recente declassamento di Moody’s a A1, è ancora all’interno della categoria “investment grade“. Cosa che non deve far dimenticare come Pechino si trovi ad affrontare problemi di non poco conto, come l’invecchiamento della popolazione, il rallentamento della crescita economica, l’abbassamento della produttività  e uno Stato ancora troppo presente nel mercato.

Entro la fine di questo decennio la crescita economica è prevista rallentare al 5% dagli attuali livelli del 6,7%. Un livello molto basso per gli standard cinesi ma ancora eccezionale per qualsiasi altro paese di dimensioni comparabili. Così come il debito estero al 12% del PIL, una cifra molto bassa rispetto agli standard internazionali.


Fortunatamente, l’economia sta andando piuttosto bene, con una crescita economica nominale nel primo trimestre di quest’anno del 11,8%, un livello che non si vedeva dal 2012.

Tutto sommato, il nuovo punteggio di Moody’s non sembrerebbe preannunciare un ulteriore deterioramento della situazione finanziaria e un aggravarsi dei problemi noti, soprattutto perché il paese ha tutti i mezzi per farvi fronte. Ma, con tutta probabilità, la crescita economica degli scorsi anni rimarrà soltanto un ricordo lontano, con tutte le conseguenze che ciò comporterà per l’intera economia globale.

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