Metalli Rari

Perchè Warren Buffet è interessato al tungsteno?

Il famoso miliardario americano ha rilevato una società mineraria impegnata in un grosso progetto per estrarre tungsteno in Corea del Sud.

Warren Buffet, il famoso miliardario americano, è stato meritatamente soprannominato “Big Money“, grazie al suo fiuto quasi infallibile per gli affari.

Il tungsteno, al contrario, è un metallo praticamente sconosciuto, anche se è fondamentale per la nostra vita moderna.

Tuttavia, quando un investitore leggendario come Warren Buffet, o società in cui detiene partecipazioni importanti, investe su un progetto per il tungsteno, il metallo in oggetto è destinato a diventare un argomento al centro dell’attenzione.

Il mese scorso, Woulfe Minig ha firmato un accordo con International Metalworking Companies (IMC), socio della Berkshire Hathaway, di Warren Buffet. Le società hanno concordato di produrre tungsteno in Corea del Sud. L’accordo ha sollevato molti interrogativi a chi detiene tungsteno nel proprio portafoglio, soprattutto riguardo alle opportunità che si intravedono per questo metallo.

Secondo una relazione agli investitori, fornita da Christopher Ecclestone, presidente ed esperto minerario di Hallgarten & Company, il tungsteno è stato a lungo per lungo tempo un metallo solo per “intenditori”. Questo metallo non ha attratto fino ad ora i grossi gruppi finanziari, ma sembra che di recente importanti banche d’affari stiano subodorando qualche affare.

Il tungsteno è molto più che un metallo estremamente duro. È uno di quei metalli intorno al quale la nostra vita moderna è imperniata e in moltissime applicazioni nelle quali viene usato, non esiste alcun sostituto.

“Se avete intenzione di lavorare l’acciaio in qualsiasi forma, allora avete bisogno di tungsteno per poterlo lavorare”, ha detto Nick Smith, responsabile delle relazioni con gli investitori alla Woulfe Mining. “Senza tungsteno l’industria occidentale finirebbe. Non si lavora acciaio e altri metalli senza tungsteno.”

Il tungsteno ha una vasta gamma di applicazioni in molti settori, compresa l’aviazione, l’elettronica e la medicina. Ma il suo ruolo più importante è negli utensili da taglio.

LA CINA E IL TUNGSTENO

Il tungsteno è indispensabile ma è anche molto scarso. Difficilmente le miniere riescono a produrre più di 2.000 tonnellate al giorno di minerale. Il minerale contiene meno del 1,5% di metallo. Inoltre la Cina è il produttore principale di tungsteno, possedendo la maggior parte delle riserve minerarie conosciute del nostro pianeta. Questi due fattori hanno collocato il tungsteno tra le risorse a rischio, stilata dal British Geological Survey.

L’Occidente è sempre più preoccupato dalle politiche cinesi che puntano a ridurre le esportazioni, limitando le quantità di metallo disponibili fuori dalla Cina. Ci sono diverse spiegazioni per l’atteggiamento cinese. La domanda interna in crescita, assorbe sempre più tungsteno. Inoltre i produttori cinesi stanno subendo un aumento dei costi, maggiori preoccupazioni ambientali e normative molto più rigide. Ma alcuni osservatori ipotizzano che la Cina stia semplicemente stoccando tungsteno per i propri fabbisogni futuri. Forse gioca un ruolo importante il desiderio della Cina di incoraggiare la vendita di propri prodotti (a base di tungsteno) a più alto valore aggiunto rispetto alla vendita della sola materia prima.

INVESTIMENTI IN TUNGSTENO

I prezzi del tungsteno sono passati da circa 180 dollari/tonnellata a 430 dollari/tonnellata nel corso di tre anni. L’anno scorso sono stati raggiunti i 500 dollari/tonnellata.


“Per questi motivi una società come la IMC, all’80% di proprietà di Warren Buffet, ha acquistato il 25% del progetto per la produzione di tungsteno dalla Woulfe Mining. E, cosa ancora più importante, ha già comprato tutta la produzione del futuro impianto.” ha detto Smith. Ma anche gli altri produttori di tungsteno al di fuori dalla Cina, sono in una posizione molto forte. Essi possono fornire metallo al mondo occidentale ma anche alla Cina, che è diventata importatrice netta di tungsteno.

Ecclestone ha concluso che “sarà molto probabile assistere in un prossimo futuro alle interruzioni delle forniture di tungsteno da parte della Cina, per favorire i propri stampisti e arrecare danni ai concorrenti stranieri”.

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