Perché il settore dei diamanti è così in crisi?

Il mercato dei diamanti si trova nel bel mezzo di una recessione. Riuscirà ad uscirne e a che prezzo? Ecco quale è la cruda realtà…

Perché il settore dei diamanti è così in crisi?

No business” è l’espressione più usata tra esperti e trader di diamanti negli ultimi mesi, per descrivere il pessimo momento che sta attraversando il mercato.

Qualcuno dice che l’attuale “recessione” è peggiore di quella del 2008-2009 durante la crisi finanziaria globale. Le vendite di diamanti grezzi di De Beers sono diminuite del 17% da inizio anno a giugno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le vendite di ALROSA sono diminuite del 33%. Secondo lo Zimnisky Global Rough Diamond Price Index, i diamanti grezzi sono in calo del 2,3% da inizio anno, ai minimi delle ultime 52 settimane.

Un mercato affetto da tanti problemi

I problemi che affliggono questo mercato sono ormai noti a tutti: calo dei prezzi dei diamanti lavorati, combinato con scorte eccessive, una compressione dei finanziamenti, una mancanza di redditività e una scarsa domanda per l’incertezza economica e il clima geopolitico instabile. Inoltre, pesa anche la paura di una possibile proliferazione di gioielli con diamanti artificiali.

Questo mese, la Anglo American (proprietaria tra l’altro della De Beers), ha annunciato la riduzione della produzione di diamanti nel 2019 a circa 31 milioni di carati, rispetto ai 31-33 milioni dell’anno scorso. La società produce meno perché le condizioni commerciali sono più deboli, in linea con la politica di produrre seguendo la domanda di mercato.

Si stima che la produzione globale di diamanti grezzi, da qui al 2021, diminuirà progressivamente anno dopo anno. Questo fatto dovrebbe aiutare il settore a superare questi momenti difficili.

Il pessimismo dilaga

Un lieve barlume positivo è stato acceso dal più grande gioielliere del mondo, Tiffany & Co., che ha registrato un piccolo aumento delle vendite nell’anno fiscale in corso.

Ma anche dalla Cina arriva qualche sviluppo positivo. Il più grande gioielliere del paese, Chow Tai Fook, ha aperto 549 nuovi negozi le scorso anno, il più grande numero di negozi mai aperti nella storia dell’azienda, che vanta 3.134 negozi.

Tuttavia, gli umori del settore sono al momento disastrosi. L’eccesso di offerta rispetto alla mancanza di domanda da parte del consumatore finale, sembra condannare all’inferno il mercato dei diamanti.

Il futuro ha in serbo una selezione feroce tra le aziende in campo. I player più forti sopravviveranno e, probabilmente, il mercato rinascerà su basi più solide. Ma prima di allora scorrerà molto sangue per le strade

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