Perché gli italiani tollerano di pagare 19 accise sulla benzina?

I prezzi del petrolio crollano. Quelli dei carburanti in Italia no. Ecco tutto quello che c’è da sapere per farsi scoppiare il fegato dalla rabbia…

Perché gli italiani tollerano di pagare 19 accise sulla benzina?

Gli italiani guardano sconsolati e fatalisti ai prezzi della benzina. Ormai, nessuno si arrabbia neanche più nel vedere che i prezzi non scendono, o scendono pochissimo, mentre il petrolio precipita a minimi storici.

Il tracollo dell’oro nero, arrivato addirittura a toccare valori negativi negli Stati Uniti e scatenando il panico sui mercati, ha lasciato indifferente il prezzo dei carburanti della nostra penisola. Come è possibile? Perché solo in Italia? Insomma, le solite domande che hanno le solite risposte…

Per lo più tasse e accise

In Italia, il prezzo della benzina non è determinato dal costo del petrolio ma, soprattutto da tasse e accise, molte delle quali in misura fissa. A grandi linee, un terzo di quanto viene pagato alla pompa è il costo del petrolio, mentre i due terzi sono la componente fiscale.

In altre parole, quando riempite il serbatoio con 50 euro di carburante, circa 15 euro sono per i petrolieri e circa 35 euro sono per il fisco italiano. Sarebbe come dire che quando ordinate e pagate una pizza intera al ristorante, vi servono al tavolo una fetta abbondante, mentre il resto la servono al tavolo in parte al vostro, dove se la mangia una comitiva di funzionari statali. Ma vi sembra una situazione tollerabile?

Eppure, da anni, gli italiani tollerano di pagare al fisco 19 accise per motivi che non hanno più senso di esistere. Accise che i vari governi che si sono succeduti, e con ogni probabilità anche i prossimi, hanno introdotto nella certezza che la gente non li avrebbe giudicati per questo. E così è stato…

Oltre alle le imposte di produzione e di vendita, molte delle accise che gravano sui prezzi sono state messe per i più disparati motivi, compresi quelli di finanziare guerre o interventi a seguito di calamità. Infine c’è l’IVA, che viene calcolata anche sulle accise, cioè una tassa sulle tasse.

Si tratta di un’anomalia tutta italiana che, secondo GlobalPetrolPrice, ci porta ad avere la benzina più cara d’Europa dopo Paesi Bassi e Malta.

19 accise intollerabili

Per chi vuole fare un viaggio nella disgraziata storia fiscale italiana, ecco l’elenco completo delle 19 accise che, attualmente, gravano sui carburanti erogati dentro i nostri confini.

  • Finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935-1936)
  • Finanziamento per la crisi di Suez (1956)
  • Ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)
  • Ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966)
  • Ricostruzione dopo il terremoto del Belice (1968)
  • Ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976)
  • Ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia (1980)
  • Finanziamento per la guerra del Libano (1983)
  • Finanziamento per la missione in Bosnia (1996)
  • Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004)
  • Acquisto di autobus ecologici (2005)
  • Terremoto dell’Aquila (2009)
  • Finanziamento alla cultura (2011)
  • Emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)
  • Alluvione in Liguria e Toscana (2011)
  • Decreto “Salva Italia” (2011)
  • Terremoto in Emilia (2012)
  • Finanziamento del “Bonus gestori” (2014)
  • Finanziamento del “Decreto fare” (2014)

Dopo ottantacinque anni dalla sua introduzione, ci sarà mai in Italia un governo che cancellerà per sempre l’accisa sul finanziamento per la guerra d’Etiopia? Inutile sperarci troppo, sarà molto più probabile che le 19 accise diventino presto 20, e poi 21 e poi…

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