Pechino si arrabbia. Pronta l’arma più potente: stop terre rare

Dopo il caso Huawei le tensioni della guerra commerciale tra USA e Cina aumentano. E Pechino prepara il suo ordigno più potente: l’interruzione delle forniture di terre rare.

Pechino si arrabbia. Pronta l'arma più potente: stop terre rare

Un episodio insignificante ha sollevato lo spettro di una interruzione delle forniture di terre rare e altri metalli strategici da parte della Cina.

Cosa è successo? Il Presidente cinese Xi Jinping ha visitato una sconosciuta fabbrica di terre rare a Ganzhou, la sua prima visita domestica dopo l’inasprimento della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Secondo gli analisti, un messaggio forte circa la determinazione cinese di usare anche le terre rare per rispondere alle aggressioni commerciali statunitensi.

Investitori in allarme

Inoltre, recentemente, Xi Jinping ha fatto appello ad una nuova “Lunga Marcia“, in riferimento ad un principio fondatore del Partito Comunista Cinese, mettendo in allarme gli investitori che immaginano le conseguenze di nuove restrizioni alle esportazione cinesi negli Stati Uniti, terre rare comprese.

La Cina è il più grande produttore del mondo di terre rare, metalli indispensabili per la produzione di una vasta gamma di dispositivi come smartphone, batterie, turbine, laser, pistole elettromagnetiche, missili, sensori avanzati per armi, tecnologia stealth e tecnologia jamming. Ad esempio, il lantanio viene utilizzato negli apparecchi di illuminazione e negli obiettivi delle macchine fotografiche; il neodimio nei veicoli ibridi; il praseodimio nei motori degli aerei; l’europio nei reattori nucleari e il gadolinio nei dispositivi a risonanza magnetica e per raggi X. Ma l’elenco completo sarebbe molto più lungo…

Nel corso dell’ultimo decennio, la Cina ha prodotto per il mondo intero oltre il 90% di questi elementi critici. La sicurezza nazionale dell’Europa e degli Stati Uniti dipende dalle importazioni di questi minerali, visto che la produzione interna è insignificante.

Nel contesto della guerra commerciale in corso tra USA e Cina, le terre rare sono il ventre molle degli Stati Uniti. Non a caso, sono state tra quei pochissimi prodotti cinesi sfuggiti ai dazi imposti da Donald Trump.

Un problema molto grosso

Il recente divieto del Presidente Trump di intrattenere relazioni commerciali con società statunitensi rivolto a Huawei, potrebbe essere l’ultima goccia che fa traboccare il vaso. La Cina verrebbe costretta ad agire più severamente contro gli americani.

È opinione diffusa che Pechino peserà le armi del suo arsenale prima di colpire gli Stati Uniti, ma le terre rare potrebbero rivelarsi l’arma più potente. Giustamente, il Global Times ha ricordato che “il bisogno degli Stati Uniti di terre rare è un asso sulla mano di Pechino“.

Anche se siamo nell’ambito della pura speculazione, se la Cina taglierà le forniture di terre rare agli Stati Uniti, le cose si metterebbero molto male per le industrie statunitensi, almeno nel breve termine. Il settore automobilistico, le energie rinnovabili, la difesa e il settore tecnologico soffrirebbero moltissimo se il rubinetto di questi elementi strategici venisse chiuso.

C’è chi ricorda quando il Giappone si piegò in pochi giorni alle pretese cinesi circa la disputa delle isole di Senkaku. Anche allora Pechino interruppe le forniture di terre rare per le industrie giapponesi, colpendo il nemico nel suo punto più debole.

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