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Oro e argento crollano dopo la FED

I prezzi dell’oro sono crollati del 2,6% raggiungendo i minimi di 10 mesi, mentre quelli dell’argento hanno perso circa il 7% in una sola giornata.

Oro e argento crollano dopo la FED

I prezzi dell’oro e argento sono sprofondati dopo che la Federal Reserve statunitense (FED) ha annunciato un rialzo dei tassi dello 0,25%, il primo del 2016 e il secondo dal 2006.

Le condizioni dell’economia americane stanno migliorando, con la creazione di nuovi posti di lavoro e la diminuzione della disoccupazione, tanto da far credere alla FED che i progressi continueranno anche nel prossimo anno. Perciò, nel 2017, sono previsti altri tre rialzi dei tassi.

Subito dopo l’annuncio, il dollaro americano ha raggiunto i livelli più alti degli ultimi 14 anni.

C’è chi, non avendo perso il senso dell’umorismo, considera questo rialzo una tradizione di Natale, ricordando che la FED aveva alzato i tassi di interesse anche nel dicembre 2015.

Quello che sta succedendo ai prezzi del metallo giallo è una conseguenza delle prospettive sui tassi

Una tradizione dolorosa per l’oro, i cui prezzi al COMEX sono crollati del 2,6%, toccando il livello più basso da dieci mesi a questa parte (1.130 dollari per oncia).

Per il Financial Post, quello che sta succedendo ai prezzi del metallo giallo è una diretta conseguenza delle prospettive sui tassi di interesse e del rafforzamento del dollaro.

Inoltre, l’oro viene penalizzato dalle aspettative circa i programmi del nuovo Presidente degli Stati Uniti per la realizzazione di nuove infrastrutture che, secondo molti economisti, produrranno un aumento dell’inflazione. Perciò, la FED sarà costretta a far crescere i costi dei finanziamenti, appannando la convenienza di possedere oro, notoriamente infruttifero in termini di interessi.

L’argento non se la passa meglio, con una perdita di quasi il 7% in una sola giornata (16,01 dollari per oncia).


Sempre secondo il Financial Post, stiamo assistendo al più grande deflusso dagli ETF in oro dal luglio 2013.

Naturalmente, anche per le aziende minerarie del settore, è stato un brutto colpo e le conseguenze della decisione della FED sono state pesanti: Barrick Gold ha perso il 3,94%, AngloGold Ashanti il 4,96% e Newmont Mining Corp il 2,15%.

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