Mercati

Obama vince, le borse scendono e l’oro sale. Quali attese per i prossimi mesi?

Come alcuni esperti avevano previsto, la vittoria delle elezioni presidenziali americane di Barak Obama sullo sfidante Mitt Romney, hanno portato ad un rialzo delle quotazioni dell’oro. Il metallo giallo è salito ai massimi di due settimane, dopo la vittoria del Presidente americano in carica, raggiungendo i 1.731 dollari/oncia.

Esaminando l’andamento dell’oro nell’ultimo mese, è possibile cercare di interpretare gli umori dei mercati per intravedere le prospettive dei prossimi mesi. L’oro ha toccato 1.795 dollari/oncia il 5 ottobre, il massimo degli ultimi 11 mesi, subito dopo l’annuncio della Federal Reserve del terzo intervento monetario a sostegno dell’economia (Quantitative Easing) e per evitare la recessione. Le quotazioni del metallo giallo hanno invece toccato i 1.672 dollari/oncia nei giorni di maggiore incertezza sul risultato delle elezioni.

Il Quantitative Easing dell’amministrazione Obama, prevede l’acquisto di 40 miliardi di dollari di debito ogni mese, intervento che viene considerato una forte leva per la crescita delle quotazioni dell’oro, considerato un bene difensivo ed una protezione contro l’inflazione.

Il risultato immediato delle elezioni ha portato in profondo rosso anche i mercati azionari americani. La principale preoccupazione dei mercati verte sulla capacità di Obama di superare il  cosiddetto baratro fiscale, la raffica di tagli alla spesa e aumenti fiscali che entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2013. Molti temono che questi interventi spingeranno l’economia americana in recessione.

Del tutto inatteso il rafforzamento del dollaro sulle principali valute. Un analista finanziario spiega  che la debolezza dei mercati azionari è una conseguenza della bassa propensione al rischio, che ha rafforzato dollaro, yen e titoli di stato.


I mercati si attendevano un dollaro debole con l’elezione di Obama a causa della mancata rimozione dall’incarico di Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve americana, e quindi del mantenimento dei programmi di stimolo monetario all’economia. Invece, il dollaro ha beneficiato della fuga degli investitori verso beni rifugio, buoni del tesoro e yen giapponese; in altre parole, gli investitori temono il rallentamento economico e gli effetti dell’azione governativa di stampare carta moneta.

Ma quali saranno le conseguenze del nuovo mandato presidenziale sui mercati dei metalli preziosi? Nei prossimi giorni pubblicheremo le analisi degli esperti e le previsioni per i prossimi mesi.

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