Nano-materiali che danno super poteri alle piante

Le “super piante”, con nano-materiali integrati, sembrano ormai vicine a diventare reali. Rivestite di nano-materiali riescono a svolgere nuove e inimmaginabili funzioni.

Nano-materiali che danno super poteri alle piante

Libri e film di fantascienza si sono spesso sbizzarriti nell’immaginare ibridi uomo-macchina. Quasi mai però hanno immaginato ibridi piante-macchine con super poteri.

Le “super piante” sembrano sul punto di diventare realtà, grazie a nano-materiali integrati che le rivestono. In tal modo, riescono a svolgere nuove funzioni come il rilevamento di sostanze chimiche o la raccolta di luce in modo più efficiente.

In realtà, qualche goffo tentativo in questa direzione c’è già stato nella storia dell’uomo come, per esempio, la tintura dei fiori. Immergendo un gambo di fiore reciso in un po’ di tintura questa, attraverso il gambo, penetra nei petali del fiore e lo colora (ma non sempre funziona).

Super-piante a reticoli metallorganici

A causa delle loro vaste reti vascolari, le piante assorbono facilmente acqua e molecole disciolte nei fluidi. Tuttavia, per i materiali più grandi e le nanoparticelle è difficile penetrare nelle radici, soprattutto per i reticoli metallorganici (MOF). Così, gli scienziati dell’Università di Melbourne (Australia) hanno tentato di nutrire i precursori MOF delle piante, per farli assorbire per poi convertirli in nano-materiali finiti.

I MOF formano cristalli altamente porosi che possono assorbire, immagazzinare e rilasciare altre molecole, proprio come una spugna. Fino ad oggi, i chimici hanno creato migliaia di MOF diversi, con potenziali applicazioni che vanno dall’immagazzinamento di combustibile a idrogeno all’assorbimento dei gas serra.

Mettendo nei tessuti delle piante piccole quantità di composti, si potrebbero ottenere nuove proprietà mai viste in natura.

Vegetali che rilevano gli esplosivi

Per capire se le piante possono produrre MOF, i ricercatori australiani hanno aggiunto sali di metallo e leganti organici all’acqua e poi hanno inserito piante nella soluzione. Queste hanno trasportato i precursori nei loro tessuti, dove sono cresciuti due diversi tipi di cristalli fluorescenti MOF. Adesso si vuole capire se gli ibridi MOF delle piante possono rilevare esplosivi o altri prodotti chimici volatili, cosa che potrebbe essere assai utile per la sicurezza negli aeroporti.

Oltre a far produrre i MOF, questi nano-materiali potrebbero essere utilizzati come rivestimento sulle piante per aiutarle a convertire i raggi ultravioletti (UV) nocivi in ​​luce. Qualcosa che potrebbe essere usato nelle coltivazioni nello spazio, o su Marte, dove non c’è l’atmosfera che protegge dai raggi UV.

Il lavoro dei ricercatori, presentato all’American Chemical Society (ACS) Spring 2019 National Meeting & Exposition, ha prodotto risultati preliminari molto promettenti. Adesso un team di biologi delle piante studierà gli effetti dei MOF sulla crescita, per capire se potrebbero esserci applicazioni benefiche anche in agricoltura.

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