La morte del diesel è la rovina del platino

I cambiamenti strutturali in corso nel settore automobilistico porteranno a significative conseguenze anche nel settore dei metalli preziosi. Il platino ne risentirà negativamente.

Il destino per i motori diesel sarà tragico, ma inevitabile.

Pochi nutrono dubbi sulla fine imminente del diesel, ma cosa significherà davvero? E, cosa di non poco conto, cosa comporterà la scomparsa della tecnologia diesel per il mercato dei metalli preziosi ?

Per dare una risposta a queste domande facciamo qualche passo indietro.

La crisi petrolifera degli anni ’70 e la crescita dell’inflazione hanno reso convenienti le automobili alimentate a diesel, soprattutto in Europa, dove i prezzi della benzina sono sempre stati superiori al resto del mondo. La tecnologia diesel è sempre stata considerata più efficiente e meno inquinante, dal momento che gli autoveicoli diesel producono meno anidride carbonica rispetto a quelli a benzina. Ecco perché molti politici hanno pensato di sostenere lo sviluppo del diesel, cosa che ha fatto crescere la quota di mercato delle automobili diesel, in Europa, dal 14% nel 1990 a circa il 50% nel 2016.

I veicoli diesel producono il 50% in più di emissioni di ossido di azoto rispetto ai test di certificazione di laboratorio

Peccato che non si fosse considerato l’ossido di azoto, la causa principale dello smog. Infatti, i veicoli diesel ne producono in quantità maggiore, molto di più di quanto si fosse inizialmente pensato.

Come è stato recentemente dimostrato, i motori diesel inquinano molto di più. Uno  studio pubblicato su Nature, che ha seguito da vicino lo scandalo delle emissioni truccate della Volkswagen, ha dimostrato che i veicoli diesel producono il 50% in più di emissioni di ossido di azoto rispetto ai test di certificazione di laboratorio. Queste emissioni in eccesso sono considerate responsabili della morte prematura di circa 38.000 persone in tutto il mondo, con una maggior concentrazione in Europa. Ma secondo alcune stime, le morti premature in Europa, a causa dell’elevata quota di gasolio, sarebbero nell’ordine delle centinaia di migliaia.

La volontà di risolvere un così grave problema sanitario e una crescente consapevolezza ecologica, probabilmente, porteranno alla quasi totale scomparsa delle automobili diesel. La tendenza a decrescere è già in atto, come si può vedere dalle quote di mercato in Europa occidentale, passate dal 55,7% nel 2011 al 49,5% nel 2016. Ma negli anni a venire ci si attende che sempre più produttori, anche a causa dei rigidi regolamenti ambientali, abbandonino questa tecnologia.

Volvo, per esempio, ha dichiarato quest’anno che non svilupperà più nuovi motori diesel, a causa degli alti costi per ottenere la conformità ambientale, mentre i vecchi motori verranno prodotti soltanto fino al 2023. Nel frattempo, i sindaci di Parigi, Madrid, Atene e Città del Messico hanno detto che i veicoli diesel verranno messi al bando nelle loro città entro il 2025.

In realtà, la scomparsa dei veicoli diesel potrebbe avvenire molto prima. Secondo uno studio di AlixPartners, il diesel avrà solo il 9% del mercato europeo entro il 2030, soprattutto a causa del passaggio all’elettrico.

Tutto ciò, avrà conseguenze piuttosto significative sul mercato dei metalli preziosi. Il platino ne verrà gravemente danneggiato.

Il platino, che viene utilizzato principalmente come catalizzatore per il controllo delle emissioni dei gas di scarico, andrà sempre peggio rispetto agli altri metalli preziosi. Infatti, il settore automobilistico rappresenta circa il 40% della domanda complessiva di platino ed è stato stimato che la necessità di questo metallo diminuirà di circa il 20%. Ecco perché i pezzi del platino e del palladio (usato principalmente nei motori a benzina) stanno raggiungendo la parità, anche se qualcuno crede che il primo costerà addirittura meno del secondo.

Quindi, per un investitore è meglio non contare sul fatto che i prezzi del platino possano rimbalzare al di sopra dei prezzi dell’oro. Anzi, con ogni probabilità, scenderà al di sotto di quelli del palladio.

C’è un cambiamento strutturale in corso nel settore automobilistico, che non potrà che portare a perdite di quote di mercato per alcuni prodotti. A meno che i metalli del gruppo platino non trovino nuove applicazioni, il loro appeal a lungo termine come bene di investimento diminuirà drammaticamente.

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