Tecnologia e Scienza

Un metallo magico per l’ambiente: il bismuto

Secondo i ricercatori americani, il bismuto potrebbe fare la magia di ridurre i livelli crescenti di anidride carbonica nell’atmosfera, fornendo una via sostenibile per ottenere carburanti.

L’eccesso di anidride carbonica potrebbe rivelarsi utile? La cosa sembra decisamente impossibile, una vera utopia per un pianeta malato d’inquinamento come la Terra.

Ma la scienza potrebbe aver scoperto una metallo magico, il bismuto, con una proprietà fino ad oggi sconosciuta: la plasticità catalitica. Una caratteristica che può essere sfruttata per convertire l’anidride carbonica in combustibili liquidi e prodotti chimici industriali.

Una pietra magica…

Per chi vede il bismuto (cristallizzato) per la prima volta, l’impressione è quella di trovarsi di fronte ad una pietra magica: argento brillante con schizzi di rosa, spruzzi d’oro e riflessi azzurri. I suoi impieghi vanno dai pallini da caccia, ai cosmetici e agli anti-acidi, oltre che alle leghe bassofondenti.

Ma al Dipartimento di Chimica e Biochimica dell’università del Delaware (Stati Uniti), hanno identificato come questo metallo potrebbe contribuire a ridurre l’aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera, fornendo una strada sostenibile per produrre carburanti. I risultati del lavoro durato 8 anni e pubblicati su ACS Catalysis, sono stati brevettati.

Ma andiamo a capire meglio in cosa consiste la plasticità catalitica del bismuto. Quando una corrente elettrica viene applicata ad un film di bismuto in un bagno di liquidi salati contenenti ioni di imidazolio e ammidinio, è possibile sintonizzare la reazione chimica per convertire l’anidride carbonica in un combustibile liquido come benzina o acido formico.

Tradizionalmente, i chimici necessitano di un catalizzatore specifico per attivare ogni diversa reazione chimica. Ma, con il bismuto, si riesce ad adattare, o sintonizzare, molteplici tipi di reazioni.

Un nuovo paradigma per le energie rinnovabili

La scoperta segna un cambiamento di paradigma per le energie rinnovabili. Infatti, grazie al concetto di plasticità catalitica, sarà possibile produrre direttamante combustibili liquidi da fonti di energia come il solare e l’eolico.

Inoltre, pensando che lo scorso aprile l’atmosfera terrestre ha raggiunto i livelli massimi di anidride carbonica da quando gli esseri umani la stanno monitorando (410 parti per milione per l’intero mese), la nuova tecnologia al bismuto potrebbe ridurrebbe il nostro fabbisogno di risorse petrolifere convenzionali, con una conseguente riduzione delle emissioni di biossido di carbonio.

È affascinante pensare di trovarci di fronte a degli alchimisti moderni che, anziché convertire il piombo in oro, trasformano l’anidride carbonica in carburanti e sostanze chimiche, oggi ben più preziose e strategiche del metallo giallo.

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