Metalli Rari

Metalli rari alle basi della nostra società

Il primo seminario in Italia sui metalli rari, tenutosi a Villa Fenaroli (Rezzato), si è concluso con un messaggio molto chiaro: i metalli rari sono indispensabili per il mantenimento della nostra società moderna, ma a causa della loro scarsità e della progressiva crescita della domanda, i produttori di beni tecnologici occidentali rischiano di restare senza una materia prima necessaria per i loro prodotti. Per questo motivo i metalli rari acquisteranno sempre più importanza e valore.

I metalli rari, anche chiamati metalli strategici o metalli tecnologici, comprendono un gruppo di metalli, più di 50, dai nomi sconosciuti alla maggior parte delle persone ma utilizzati in tutti i dispositivi tecnologici: gallio, afnio, molibdeno, tantalio, tungteno, tellurio, cromo, indio, bismuto oltre alle cosiddette terre rare. Li troviamo in tutte le applicazioni vitali per la nostra società: computer, schermi LCD, telefoni cellulari, dispositivi medici, motori a reazione, centrali nucleari, auto ibride, batterie, laser, microprocessori, pannelli solari, dispositivi militari e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Nella sua relazione, Knut Andersen, speaker internazionale della Swiss Metal Assets, ha sottolineato: “la disponibilità di questi metalli è assai scarsa e peggiorerà drammaticamente nei prossimi anni. Paesi come la Cina detengono gran parte della produzione e già da qualche anno ha drasticamente diminuito l’esportazioni verso i paesi occidentali”.

E i dati esposti dal relatore durante il seminario, evidenziano una dipendenza totale dell’occidente dalla Cina, che per far fronte alle richieste del proprio mercato interno in forte crescita, userà i metalli rari per le proprie industrie. Aziende come Apple, Samsung, LG, solo per citare qualche esempio, dipendono totalmente da questi metalli e le nuove generazioni di telefoni cellulari e smartphone useranno metalli rari in quantità ancor maggiore rispetto agli attuali modelli.

“Molte persone” continua Knut Andersen “credono che questi metalli siano una forma di investimento tangibile, sicuro e di grande valore per investire il proprio denaro al riparo da crack finanziari, crisi dei nostri sistemi monetari o anche solo per difendersi dall’inflazione”. Da anni in Germania, Svizzera, Inghilterra, Stati Uniti e Canada i metalli rari vengono venduti anche ai privati come forma di investimento su un bene fisico, un pò come avviene per l’oro e l’argento. Possedere fisicamente metalli rari è uno dei miglior modi per preservare i propri beni, durante una crisi economica come quella odierna.


Il seminario si è concluso con la citazione di una famoso discorso del presidente cinese Deng Xiaoping, che circa 30 anni or sono disse: “i paesi medio-orientali possiedono il petrolio, ma la Cina possiede i metalli rari !”

Durante il seminario i partecipanti hanno avuto la possibilità di vedere e “toccare” 17 tra questi metalli rari: lantanio, ittrio, cerio, neodimio, euripio, samario, tungsteno, molibdeno, cromo, indio, gallio, afnio, bismuto, tellurio, tantalio, zirconio e cobalto.

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