Mesi difficili ma decisivi per i rottami di rame in Europa

Puntiamo i riflettori sui rottami di rame. Diamo uno sguardo ai principali fattori globali che quest’anno hanno influenzato questo mercato e quali sono le prospettive.

Mesi difficili ma decisivi per i rottami di rame in Europa

Anche per i rottami di rame, il 2020 sarà ricordato come un anno complicato, con una flessione sia in termini di domanda che in termini di offerta. Tutto colpa del COVID-19 e delle conseguenti riduzioni della produzione globale.

Naturalmente, anche i metalli grezzi hanno subito danni dalla pandemia. Al London Metal Exchange (LME), i prezzi del rame primario sono scesi di circa il 14% questo mese rispetto alla fine del 2019. Sulla stessa scia anche i prezzi dello stagno che sono scesi del 10%, così come i prezzi dell’alluminio primario che sono scesi del 18%.

Un’acquisizione da 380 milioni di euro

In mezzo a tale tempesta, si completerà la fusione tra Aurubis e Metallo Group, a seguito della quale nasce in Europa un gigante dei rottami non ferrosi. Aurubis, prima dell’acquisizione di Metallo Group, produceva ogni anno oltre 1 milione di tonnellate di catodi di rame, dai quali ricavava vergella, forme di colata continua, prodotti laminati e nastri, nonché profili e leghe speciali in filo. Ma anche metalli preziosi, selenio, piombo, nichel e una serie di altri prodotti come acido solforico e silicato di ferro.

Di fatto, per tutti i commercianti europei sarà molto difficile competere con un gigante del genere, anche se il concorrente più temibile rimane sempre la Cina. Quando la Cina entra sul mercato per comprare rottami di rame le possibilità di comprare svaniscono per tutti.

Adesso il mercato soffre di mancanza di rottami

In ogni caso, quest’anno, per i venditori di rottami in Europa le cose non sono andate male e durante i primi 4 mesi dell’anno pochi commercianti hanno di che lamentarsi. Ma adesso, con le scorte che si sono abbassate, trovare rottami sta diventando un’impresa complicata. Le chiusure per il coronavirus, soprattutto del settore automobilistico, hanno creato una carenza di approvvigionamento.

Inoltre, come avviene spesso in casi del genere, la discesa dei prezzi ha intensificato la carenza di rottami. Chi ha comprato a prezzi alti non vuole certo rivendere subendo delle perdite…

Nei prossimi mesi la carenza di rottami probabilmente continuerà, anche a causa di politiche di acquisto in Europa più aggressive da parte della Cina.

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