Tecnologia e Scienza

Un nuovo materiale che cattura energia elettrica dal nostro corpo

Energia elettrica prodotta dal corpo umano per far funzionare dispositivi elettronici indossabili. Questo nuovo materiale ci porterà a diventare dei cyborg?

Sentirsi carichi è uno stato fisico o mentale tipico di quando ci si trova davanti a qualche prova, agonistica o meno, importante. Prima di un impegno sportivo o di un colloquio di lavoro è importante arrivare carichi di energia per dare il massimo di sé stessi. Ma che uno stress possa produrre energia elettrica vera e propria, è qualcosa di decisamente straordinario.

Ma non per i ricercatori dell‘Empa (Swiss Federal Laboratories for Materials Science and Technology), che hanno messo a punto un nuovo materiale sottile, flessibile e gommoso in grado di generare elettricità quando allungato e compresso. Un materiale del genere potrebbe avere numerose applicazioni, da pacemaker al diventare parte integrante del nostro abbigliamento o del nostro corpo.

Il nuovo materiale sfrutta l‘effetto piezoelettrico, lo stesso che permetteva alle puntine dei giradischi analogici di vibrare meccanicamente leggendo il solco di un vinile e produrre musica. Grazie all’effetto piezoelettrico, queste vibrazioni vengono convertite in impulsi elettrici che generano poi onde sonore. Esattamente lo stesso effetto che consente al materiale dell’Empa di produrre energia elettrica.

La scoperta ha spostato i confini di quello che si conosceva dell’effetto piezoelettrico

La scoperta dei ricercatori ha spostato anche i confini di quello che si conosceva dell’effetto piezoelettrico. Infatti, fino ad oggi, si credeva che potesse manifestarsi solo nei cristalli mentre gli scienziati svizzeri hanno dimostrato che queste proprietà possono esistere anche in materiali elastici.

Purtroppo, questo materiale straordinario non è per nulla facile da produrre, per il momento…

Certamente, se si riuscissero a superare le difficoltà di produzione, potrebbero esserci un numero incredibile di applicazioni. Essendo sottile, flessibile e di natura organica, questo materiale potrebbe integrarsi con il corpo umano. Sensori di pressione, pacemaker, dispositivi medici di varia natura, monitor indossabili, micro-apparecchi di controllo, sono soltanto alcune delle applicazioni che si possono immaginare, tutte alimentate dall’energia elettrica creata dai movimenti di chi le indossa.

In altre parole, il nuovo materiale potrebbe venir utilizzato per ottenere energia dal corpo umano. Anche piccole sollecitazioni meccaniche o micro-movimenti, come per esempio i battiti cardiaci, riescono a farlo funzionare.

Uno strumento indispensabile per essere sempre più sintonizzati con l’elettronica o, come qualcuno sostiene, per diventare dei cyborg.

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