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Manuel Noriega, il dittatore della CIA a Panama

Con la morte di Manuel Noriega, ex dittatore di Panama, si chiude una storia ormai vecchia di colpi di stato, droga e rivoluzioni.

Manuel Noriega, ex dittatore di Panama, è morto il 29 maggio 2017 all’età di 87 anni.

Chi ha meno di 40 anni difficilmente se ne ricorda, dal momento che Noriega ha trascorso gli ultimi 27 anni della sua vita in carcere. Tuttavia, la sua eredità non può essere ignorata da chi è interessato a capire la storia dalla seconda parte del secolo scorso. È stato lui a preparare il terreno per le due guerre americane in Iraq, quella in Afghanistan e il coinvolgimento militare degli Stati Uniti in almeno altri sei paesi del Medio Oriente.

Nato povero a Panama City nel 1934, Noriega si è fatto strada tra i militari, laureandosi nella famigerata Schools of the Americas, un’accademia militare statunitense specializzata nella formazione di futuri leader per i paesi latino-americani. Divenne capo dell’intelligence militare per il governo del generale Omar Torrijos, che prese il potere con un colpo di stato nel 1968. Noriega era già considerato una risorsa preziosa per la CIA e, nel 1971, era a libro paga degli americani.

Torrijos morì in un misterioso incidente aereo nel 1981 e Noriega divenne l’uomo più potente di Panama. Nel 1983 era il dittatore del paese.

A quell’epoca, la CIA lo sovvenzionava con 165.000 dollari all’anno affinché agevolasse l’operato dei Contras in Nicaragua

A quell’epoca (il presidente degli Stati Uniti era Reagan), la CIA lo sovvenzionava con 165.000 dollari all’anno affinché agevolasse l’operato dei Contras in Nicaragua, per contrastare il governo socialista. I rapporti tra Noriega e gli alti funzionari degli Stati Uniti erano così stretti che era stato soprannominato “il nostro uomo a Panama”.

Ma nel 1986 si rompe l’incantesimo. Il New York Times pubblica un articolo che lo collega al traffico di droga e a tutta una serie di omicidi, accusandolo di agire come doppio agente per conto di Cuba. I politici americani gridano allo scandalo e, nel 1989, il neo-eletto George HW Bush decide di deporre Noriega con un colpo di stato che però fallisce miseramente.

Ma contemporaneamente, Bush prende di mira un altro paese: l’Iraq di Saddam Hussein. Le due cose sembrano avere qualcosa in comune. La missione contro Saddam Hussein potrebbe non essere una passeggiata e quale migliore occasione per provare le nuove armi del Pentagono su uno scenario molto più semplice, prima di passare all’azione in Iraq? Con la scusa di catturare Noriega per portarlo in giudizio negli Stati Uniti e per liberare Panama da un brutale dittatore, il Pentagono potrà collaudare la sua nuova generazione di armi contro una popolazione praticamente inerme.

Il 19 dicembre 1989, più di 26.000 militari americani invadono Panama. Secondo le statistiche ufficiali, i morti panamensi furono 250 ma, il totale reale fu assai più alto: almeno 2.500 panamensi morti, 7.000 persone arrestate senza accuse e altri 18.000 detenuti.

Noriega fugge, ma dopo pochi giorni si consegna alle forze americane che lo portano negli Stati Uniti per processarlo per traffico di droga, racket e riciclaggio di denaro. Il verdetto del processo è già scritto e, anche senza prove credibili, viene condannato a 30 anni di prigione. Nel processo nessuno fa riferimento alla cooperazione tra Noriega e la CIA.

Il ruolo di Noriega nella guerra alla droga sembra essere l’opposto di quanto emerso nel corso del processo. Secondo i funzionari della DEA, l’agenzia anti-droga statunitense, Noriega è sempre stato un valido collaboratore, anche quando si era trattato di combattere il Cartello di Medellin con una gigantesca operazione che aveva portato al rinvio a giudizio di Pablo Escobar e Fabio Ochoa.

Adesso che Noriega è morto, saranno gli storici a scrivere chi era davvero. Tuttavia, c’è già qualcuno che ritiene che sia stato il ponte tra la guerra contro il comunismo dell’Unione Sovietica e la guerra contro i terroristi islamici, con le conseguenti riduzioni delle libertà civili per tutti.


L’invasione di Panama è stata il mezzo per evitare il ridimensionamento delle spese militari americane subito dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Solo pochi mesi dopo l’invasione di Panama, le truppe statunitensi sono state inviate in Arabia Saudita per intimidire prima, e per invadere poi, l’Iraq. Molti musulmani sono stati oltraggiati dalla presenza di centinaia di migliaia di soldati non musulmani nei luoghi più sacri della religione islamica. Ed è stato facile per fanatici come Osama bin Laden dichiarare la guerra santa contro l’Occidente, culminata poi negli attacchi dell’undici settembre.

E pensare che tutto era iniziato con il povero Noriega

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