Lotta tra contanti e moneta elettronica: l’Italia dà l’esempio

Perché i contanti hanno così tanti nemici in tutto il mondo? Per fortuna, gli italiani continuano ad avere una netta preferenza per la carta moneta.

Lotta tra contanti e moneta elettronica: l'Italia dà l'esempio

Difficile non ammettere che molte forze stiano spingendo per l’abolizione, o almeno per una forte restrizione, dell’uso del contante.

Il punto di vista di numerose aziende a riguardo è molto chiaro. Odiano il contante perché questo tipo di transazione richiede più tempo (quindi costi più alti) per l’elaborazione e grandi quantità di denaro rappresentano un rischio per la sicurezza.

Un piccolo esempio è quanto avviene viaggiando in aereo, dove le cabine sono zone off-limits per i contanti. Avete mai provato ad acquistare qualcosa senza usare la carta di credito?

Molti governi odiano il contante

Naturalmente, anche il Grande Fratello odia il contante. Da decenni, molti governi di tutto il mondo sono impegnati in una guerra ai contanti. La giustificazione è la guerra alla malavita e all’evasione fiscale.

Numerosi paesi hanno posto dei limiti severi su quanto denaro si può spendere in una sola volta.

Spagna e Francia hanno vietato transazioni in contanti superiori a 1.000 euro. In Italia il limite è di 3.000 euro, ma le violazioni sono punite con la confisca fino al 40% dell’importo pagato. L’Australia sta per vietare le transazioni in contanti di importo superiore a 10.000 dollari australiani (circa 7.500 dollari americani).

Tuttavia, lo sforzo più ambizioso per limitare l’uso del contante è stato quello dell’India. Nel 2016, il governo nazionale ha reso inutilizzabile l’86% della liquidità del paese con un colpo di penna, togliendo dalla circolazione tutte le banconote da 500 e 1000 rupie.

Un primato tutto italiano: l’uso del contante

Ma i contanti non sono ancora morti. Lo sappiamo bene noi italiani che, al di là dei proclami infuocati contro i contanti degli evasori, nei fatti ce ne guardiamo bene dal non usarli. Infatti, l’Italia è in cima a tutte le classifiche europee per utilizzo del contante.

Mentre tutti dicono che usare carte di credito e di debito è un grande vantaggio, il buon senso spinge la maggior parte degli italiani a lasciare che la moneta elettronica la usino gli altri.

A livello regionale, sono Calabria, Abruzzo, Molise e Campania ad avere una preferenza assoluta per la carta moneta. Secondo il Comitato per la Sicurezza Finanziaria (CSF), ogni 100 euro di transazioni, in Italia 86 euro si traducono in scambi di contanti, contro i 79 euro registrati mediamente nell’Eurozona. Ma, per esempio, in Calabria si arriva al 94% delle transazioni e, anche in Lombardia, la regione che ne usa meno, la percentuale raggiunge l’81%.

Perché vengono criminalizzati i contanti?

Purtroppo, non tutti hanno chiaro quali siano le conseguenze di un mondo senza contanti. A partire da un mercato ad interessi negativi fino a considerare i casi di “bail-in“, cioè quando la banca fallisce e i depositanti devono condividere le perdite. Senza la possibilità di ritirare contanti o tenerli sotto il materasso, nessuno può salvarsi.

Per non parlare di cosa potrebbe accadere se gli hacker riuscissero ad infiltrarsi nel sistema dei pagamenti mondiale. Senza contanti, l’economia globale potrebbe, nel peggiore degli scenari, collassare.

In ogni caso, difendere il diritto delle persone di usare i contanti è una battaglia di libertà. La libertà di poter spendere o risparmiare il denaro guadagnato con il proprio lavoro nella forma che ognuno ritiene più adeguata. Qualsiasi divieto o restrizione dell’uso di carta moneta non è un’evoluzione finanziaria, ma una gabbia da cui cercare di uscire con ogni mezzo.

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