Economia

L’ombra cinese sulle terre rare della Corea del Nord

Gli interessi cinesi verso uno storico alleato come la Corea del Nord, riguardano tutte le risorse minerarie e, in particolare, le terre rare.

La Cina aiuterà le proprie imprese che investiranno in Corea del Nord.

Secondo Russia Today Reports, il vice-ministro del Commercio cinese ha sollecitato maggiori investimenti in due zone di grande importanza economica: in Rason, sulla costa nord-coreana orientale, e a Hwanggumphyong, al confine tra la Corea e la Cina. Al momento non è ben chiaro di che tipi di investimento si possa trattare.

Di recente, la Corea del Nord ha cercato aiuti all’estero per sviluppare il proprio settore minerario, che ha grandi potenzialità visto che, secondo alcune stime, potrebbe valere non meno di 6.000 miliardi di dollari. All’interno di questo patrimonio vi è una grande quantità di terre rare, metalli di cui la Cina ha il dominio mondiale.

La Corea del Nord ha cercato aiuti per sviluppare il proprio settore minerario che potrebbe valere non meno di 6.000 miliardi

Poiché la Cina non ha firmato le sanzioni americane e delle Nazioni Unite contro la Corea del Nord, ha mano libera per instaurare tutti i rapporti commerciali che desidera.

Inoltre, Cina e Corea del Nord hanno appena firmato accordi di cooperazione nell’agricoltura e nella fornitura di energia elettrica.

La politica cinese di assicurarsi la fornitura di materiali strategici continua a mietere successi, tanto più facilitata dal quasi totale disinteresse delle potenze occidentali.


Un intervento sul patrimonio minerario nord-coreano, potrebbe assicurare il dominio cinese nel settore delle terre rare, non solo per il breve, ma anche per il lungo termine.

Grazie al controllo di queste risorse, indispensabili alla maggior parte delle industrie high-tech e delle energie rinnovabili, alcuni osservatori pensano che l’asse del predominio tecnologico occidentale odierno, potrebbe spostarsi verso l’oriente prima del previsto.

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1 Commento

  1. Già, e c’è da scommettere che otterranno anche prezzi molto vantaggiosi, essendo i cinesi coloro che di fatto assicurano la sopravvivenza stessa della Corea del Nord.

    A questo punto e’ lecita una domanda: poiche’ il mondo ha sempre piu’ bisogno di terre rare e l’Occidente non poteva non sapere della loro esistenza nel territorio nordcoreano, perche’ l’Occidente, imponendole isolazionismo e sanzioni, ha coscientemente gettato la DPRK fra le braccia dei cinesi, rendendola di fatto una dependance di Pechino, laddove, diplomazia a parte, i due Paesi asiatici non si amano affatto?

    la risposta sta nel probabile, tacito accordo di spartizione della penisola coreana sancito gia’ da tempo fra USA e Cina, in base al quale il sud, ormai ricco e occidentalizzato, rimarra’ nell’orbita occidentale e il nord dovra’ diventare, se non proprio una provincia cinese, certamente un territorio totalmente controllato, economicamente e politicamente, da Pechino. Se cosi’, la riunificazione della Corea dovra’ ancora aspettare parecchio…

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