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Lo zio di Kim Jong-un ha pagato con la vita le terre rare della Corea del Nord

Dietro la violenta epurazione di regime in Corea del Nord, potrebbe esserci una maxi-operazione per lo sfruttamento del giacimento di terre rare più grande del mondo.

Lo zio di Kim Jong-un ha pagato con la vita le terre rare della Corea del Nord

Il mercato delle terre rare (REE – Rare Earth Elements) è ancora in fermento, soprattutto dopo l’annuncio della scoperta del più grande deposito del mondo in Corea del Nord, con un potenziale di 6 miliardi di tonnellate di minerale, con un valore stimato in 65.000 miliardi di dollari.

Ma una settimana dopo l’annuncio della scoperta e della concessione della licenza alla Pacific Century Rare Earth Minerals Ltd è accaduto qualcosa di drammatico: l’esecuzione di Jang Sung-taek, zio di Kim Jong-unleader supremo della Corea del Nord.

Jang è stato riconosciuto colpevole di “dissolutezze varie” e più precisamente “di aver condotto uno stile di vita capitalista volto a trascinare il paese alla decadenza attraverso la distribuzione di tutti i tipi di immagini pornografiche, conducendo una vita dissoluta e depravata, con sperpero di denaro ovunque andasse“. E ancora viene definito “traditore della nazione“, “peggio di un cane” e “spregevole feccia umana“, termini che vengono solitamente riservati ai leader della Corea del Sud.

Dietro l’esecuzione di Jang vi sono molti fattori, tra i quali potrebbe esserci anche la nuova scoperta di terre rare

Ma tra i capi di accusa che hanno portato alla condanna a morte del povero Jang Sung-taek e l’uccisione di tutti i suoi familiari, c’è una frase che ha fatto venire i brividi a tutti i dirigenti della Pacific Century Rare Earth Minerals Ltd: “Jang Sung-taek ha venduto preziose risorse del paese a prezzi stracciati“.

Probabilmente, dietro l’esecuzione di Jang vi sono molti fattori, tra i quali potrebbe esserci anche la nuova scoperta di terre rare. Certamente, la vicenda dell’esecuzione dello zio del dittatore ha innescato preoccupazioni circa la possibilità di sfruttare il nuovo giacimento facendo conto sugli investimenti esteri.


Secondo Leonid Petrov, ricercatore coreano presso la Australian National University’s College of Asia and the Pacific, la morte di Jang dimostra che la Corea del Nord è resistente al cambiamento e non ha alcun interesse nel fare le riforme che servono per sostenere gli investimenti esteri nell’economia del paese. In fondo, crisi e isolamento, sono due condizioni necessarie per mantenere il regime.

A detta di un consigliere della Casa Bianca, l’episodio avrà una serie di effetti a catena ma, che tra questi vi sia un impatto sull’estrazione di terre rare è ancora presto per dirlo. Di certo, la Pacific Century Rare Earth Minerals Ltd sta completamente riconsiderando il concetto di rischio politico riguardo all’investimento in Corea del Nord.

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