Metalli

C’è del litio in Europa? Caccia al metallo delle batterie

L’Europa ha grandi possibilità di sviluppare le sue fonti minerarie di litio. Riuscirà a far fruttare queste risorse nei prossimi anni?

La Cornovaglia non è certo la regione più conosciuta del Regno Unito. Tutt’al più, qualcuno la conosce per le squisite focaccine e per il tè alla crema. Se poi siete degli esperti di metalli potreste ricordare le miniere di stagno della Cornovaglia, una risorsa che veniva estratta, insieme al rame, fin dai tempi degli antichi romani.

Ma nessuno poteva immaginare la presenza di litio, un metallo, tra l’altro, considerato quasi di nessun valore fino a poco tempo fa. Tempi durante i quali si utilizzavano le batterie all’idruro di nichel metallico e le batterie al piombo, che sembrano lontanissimi da questo secolo dominato dalle batterie agli ioni di litio.

Dagli iPhone alle auto elettriche, l’impiego di batterie al litio sta crescendo esponenzialmente, alimentando i timori che nel prossimo decennio ci sarà una carenza di questo metallo. Ecco perché i produttori di batterie cinesi e giapponesi stanno comprando depositi di litio in tutto il mondo, assicurandosi la certezza delle forniture.

Case automobilistiche litio-dipendenti

Tornando in Europa, attualmente, i consumi si aggirano intorno al 25% del litio mondiale e dipendono dalle importazioni dall’Australia, dal Cile, dall’Argentina e dalla Cina. Questa dipendenza poco si concilia con gli ambiziosi piani di espansione delle case automobilistiche europee circa il nuovo mercato delle auto elettriche. Infatti, entro la fine di questo decennio, non avranno più alcuna certezza di approvvigionamento di litio sul mercato globale.

In questo contesto, due società stanno cercando di cambiare le cose, creando la possibilità di trovare forniture di questo metallo anche in Europa. Si tratta della Cornish Lithium e della Savannah Resources, entrambe quotate all’AIM di Londra (Alternative Investment Market).

La prima, grazie all’utilizzo dell’imaging satellitare, sta cercando in Cornovaglia depositi di metallo nelle profondità del sottosuolo. E sembrerebbe che, nelle acque sotterranee profonde (circa un chilometro) il litio ci sia. Adesso, bisognerà capire se si tratta di depositi economicamente sfruttabili.

Nel frattempo, poco più lontano nell’Oceano Atlantico, nella parte settentrionale del Portogallo, sembra aprirsi un’altra possibilità interessante. La Savannah Resources ha annunciato che la sua miniera Mina do Barroso ha il 52% di litio in più di quanto si supponesse. Considerando che la miniera si trova in Europa e che la tecnologia per sfruttare questo tipo di depositi è consolidata, i finanziamenti necessari per avviarla non dovrebbero essere un grosso ostacolo.

Il successo del progetto inglese e di quello portoghese potrebbero dare all’Europa una maggiore autosufficienza per quanto riguarda le forniture di litio. Un passo importante per essere meno dipendente dai capricci geopolitici che coinvolgono una materia prima sempre più strategica.

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