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L’industria americana sempre più vulnerabile per la dipendenza dalle terre rare cinesi

La recente legge americana per ridurre le importazioni di terre rare dalla Cina rischia di aggravare la dipendenza delle principali industrie occidentali da questi indispensabili metalli.

I metalli delle terre rare, chiamati anche terre rare, sono in perenne deficit tra domanda e offerta in tutto il mondo.  Negli Stati Uniti la situazione potrebbe addirittura peggiorare a causa di una recente legge approvata dal Congresso americano per ridurre le importazioni dalla Cina. Nei prossimi mesi, l’approvvigionamento di terre rare negli Stati Uniti sarà complicato oltre che dalla nuova legislazione anche dalla riduzione delle fonti esterne.

Dal 2010 gli Stati Uniti ricevono circa il 97% di tutti i metalli delle terre rare dalla Cina. Il problema principale che nasce da una dipendenza così forte è legato alla crescita economica cinese, che per soddisfare le proprie esigenze di espansione industriale ha deciso di ridurre le esportazioni di questi metalli per favorire le proprie industrie nazionali. Questo non significa che la Cina interromperà le esportazioni verso i paesi occidentali, ma semplicemente che le ridurrà. Di quanto? E in che misura la riduzione altererà i prezzi delle terre rare?

La nuova legislazione americana in materia, ha l’obbiettivo di ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalla Cina per quanto riguarda le risorse strategiche e perciò cerca di favorire lo sviluppo di progetti per l’estrazione di terre rare all’interno del paese. L’effetto che si otterrebbe è anche quello di ridurre il trasferimento di ricchezza verso la Cina per acquistare a prezzi sempre maggiori delle risorse di cui tutto l’occidente non può fare a meno. Purtroppo, anche se una simile politica si dimostrasse efficace, gli effetti si vedrebbero soltanto nel lungo termine.


Quel che sembra certo è che nell’immediato, il rischio di minori importazioni di terre rare potrebbe avere effetti negativi sui prodotti americani, come per esempio l’aumento dei costi per prodotto e la perdita di posti di lavoro. Sia l’industria della difesa che le industrie nel settore dell’elettronica, non potrebbero sopportare una riduzione delle forniture di terre rare. Inoltre se nel lungo termine si riuscisse a produrre una quantità sufficiente di terre rare negli Stati Uniti, è assai probabile che i costi sarebbero assai maggiori di quelli cinesi. La conseguenza sarebbe un aumento dei costi dei prodotti  americani ad alto valore aggiunto, che favorirebbe la competitività dei prodotti cinesi concorrenti, soprattutto nel campo dell’elettronica.

Da qualsiasi parte si esamini la faccenda, non sembra promettere nulla di buono e la sensazione di molti osservatori è che la Cina continui a tenere il bastone dalla parte del manico, mentre l’occidente si è reso conto di quanto la posizione della propria industria sia vulnerabile con un ritardo imperdonabile.

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1 Commento

  1. Articolo molto interessante, grazie!. Esistono comunque sistemi di recupero degli scarti di metalli dopo l’utilizzo (es: centrifughe), il mondo industriale occidentale deve prendere in considerazione questa opportunità, visto il perenne deficit di materie prime e l’aumento del costo di molti metalli.

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