Economia

L’Euro spaventa le materie prime e l’oro cresce

L’Europa è il chiodo fisso degli operatori nel mercato delle materie prime. Le incertezze sulle prospettive della zona euro, continua ad appesantire il comparto delle commodity e dell’energia. I metalli base sono in discesa, mentre l’oro ha cominciato a crescere in mezzo alle preoccupazioni circa il debito sovrano europeo. Il rimbalzo dell’economia giapponese e il miglioramento della produzione industriale degli Stati Uniti, non hanno migliorato il clima degli ultimi giorni.

Gli investitori vogliono capire quale percorso l’Europa adotterà per assicurare la futura stabilità della zona euro. Il ministro delle finanza tedesco ha detto in un’intervista che “un effetto calmante sui mercati finanziari potrebbe essere raggiunto in un periodo dai 12 ai 24 mesi”.

Eppure esiste l’appetito del mercato per investimenti a rischio, ne è una prova la domanda travolgente delle azioni di Facebook. Secondo alcuni investitori la debolezza del mercato delle materie prime, potrebbe rendere questo momento assai opportuno per gli acquisti. Mancando un mese alle nuove elezioni in Grecia, che fino ad allora rimarrà nella zona euro, alcuni analisti hanno sostenuto che questo è il miglior momento per l’acquisto di materie prime.  Ma le preoccupazioni per il rallentamento dell’economia mondiale hanno spinto i due giganti minerari Rio Tinto e BHP Billiton, al ribasso del 5% e del 4% in una settimana.


I trader più scaltri stanno sostenendo il rame, che a giudizio degli investitori nei prossimi mesi vedrà la domanda superare l’offerta.

Per quanto riguarda l’oro, la domanda è in aumento, come le preoccupazioni per l’Europa che fanno crescere la richiesta degli investitori per i beni rifugio. HSBC ha dichiarato “i rialzi dell’oro in questo momento possono costituire un punto di svolta, per recuperare totalmente lo status di bene rifugio sicuro.”

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