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La graduatoria delle peggiori carceri d’Italia

La lista delle peggiori carceri italiane è l’emblema di un paese che non riesce ancora a raggiungere gli standard di civiltà europei.

La graduatoria delle peggiori carceri d'Italia

Vi è mai capitato di entrare in qualche locale di lusso, bar o ristorante, e appena varcata la soglia della toilette trovare un vero e proprio cesso, sporco e maleodorante?

Una sensazione molto spiacevole e che immediatamente fa pensare che quello che verrà servito al tavolo “in guanti bianchi” potrebbe essere pulito solo in apparenza, nascondendo forse qualcosa di sudicio e poco commestibile.

Un po’ quello che qualcuno potrebbe pensare dell’Italia, dopo aver visitato le carceri del paese, luoghi infernali dove i detenuti, alcuni colpevoli di delitti più o meno gravi e altri in attesa di giudizio, vivono in condizioni degradanti e, spesso, disumane.

Voltaire scriveva: “Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri poiché è da essi che si misura il grado di civiltà di una nazione“.

Prendiamo, per esempio, una città come Milano dove si può passeggiare in una delle vie più lussuose del mondo, via Monte Napoleone, il simbolo della civiltà della moda e del denaro. E a pochi chilometri visitare il girone dantesco del carcere di San Vittore, dove i carcerati sono ammassati l’uno sull’altro, un altro magazzino di carne umana, come ha detto la Boldrini, Presidente della Camera, riferendosi al carcere della capitale, Regina Coeli. Come può un paese civile tollerare un simile stato delle cose?

Secondo l’Associazione Antigone, i quasi 54.000 detenuti italiani non hanno nemmeno un letto a testa a disposizione e gli standard europei di 4 metri quadri a testa di spazio li possono soltanto sognare. E tutto ciò, con un costo per lo stato di 140 euro al giorno a detenuto, tre volte quello che spende la Spagna e il 50% in più della Francia. Ma solo l’8% è destinato ai detenuti, per pagare vitto, corsi, attività o trasferimenti.

Unica nota positiva, il fatto che negli ultimi anni il sovraffollamento si sia ridotto: nel 2013 c’erano 148 detenuti ogni 100 posti e, dagli ultimi dati disponibili, il rapporto è sceso a 110 ogni 100.

Ma per non stare soltanto alle medie statistiche, che potrebbero non sembrare così drammatiche, andiamo a vedere lo stato delle cose dentro ai penitenziari dell’Inferno. Ecco la vergognosa lista delle 10 peggiori carceri italiane.

carcere favignana
1

FAVIGNANA (Trapani). Con l’aumento della violenza dovuta al terrorismo armato, nel 1977 si decise di trasformare Castel San Giacomo di Favignana in un carcere di massima sicurezza. È la peggiore tra le carceri italiane, con le celle che si trovano a 10 metri sotto il livello del mare e con i detenuti rinchiusi per 22 ore al giorno, con una sola ora d’aria. Le celle sono prive di finestre, le condizioni igieniche precarie e l’acqua non è potabile perché è quella del mare.

carcere regina coeli
2

REGINA COELI (Roma). È il carcere più antico d’Italia, essendo stato costruito nel 1654. Sistematicamente sovraffollato, circa 1.000 detenuti contro i 700 regolamentari, le celle ospitano dai 6 agli 8 detenuti, che qualche volta diventano anche dieci. L’intera struttura è stata parzialmente ristrutturata, ma tutte le aree non rinnovate restano nel degrado.

carcere canton mombello
3

CANTON MOMBELLO (Brescia). Un altra struttura moderna… risalente all’800. Esternamente è tenuto perfettamente e da fuori è inimmaginabile il degrado che si trova dentro le mura. Più o meno 400 detenuti per una capienza di circa 200 posti, con celle che ospitano 6 o 7 persone in 8 metri quadrati, con letti a castello a tre piani. Buio, puzza e un bagno con turca completano questo quadro dell’orrore. La stragrande maggioranza dei detenuti non ha ricevuto alcuna condanna definitiva e si fa grande uso di psicofarmaci.

carcere piazza lanza
4

PIAZZA LANZA (Catania). L’edificio risale al 1910 e si trova nel centro storico di Catania. Anche se il tasso di sovraffollamento è diminuito nel corso degli ultimi anni, i detenuti vivono ancora in condizioni drammatiche. Circa 300 detenuti, che negli anni peggiori erano arrivati a 600, per una capienza di circa 150 persone.

carcere marassi
5

MARASSI (Genova). Il carcere fu costruito alla fine dell’800 e ristrutturato nel 1990. Anche in questo istituto il sovraffollamento è sistematico, circa 2 detenuti per ogni posto disponibile. Nel maggio 2002 fu teatro di una violenta rivolta in seguito al suicidio di un carcerato.

carcere poggioreale
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POGGIOREALE (Napoli). In dodici detenuti in una cella che dovrebbe ospitarne cinque, in compagnia di topi e insetti… e la situazione è migliorata rispetto agli anni passati! I carcerati vivono in condizioni disumane, con scarsa assistenza sanitaria, umidità e senza riscaldamento.

carcere ucciardone
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UCCIARDONE (Palermo). Anche questo carcere è una reliquia storica più che un edificio: progettato all’inizio del XIX secolo ha iniziato la sua attività nel 1842. È sovraffollato all’inverosimile e sempre più abbandonato a se stesso, tanto che, per esempio, le persone in attesa di registrazione vengono chiuse in una cella larga un metro e mezzo, in condizioni igieniche disastrose.

carcere sanvittore
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SAN VITTORE (Milano). È stato inaugurato nel 1879 da Umberto I, durante il Regno d’Italia. Praticamente un carcere quasi nuovo… Afflitto fin dagli anni ’70 dal problema del sovraffollamento, prima di allora ha ospitato personaggi famosi come come Mike Bongiorno e Indro Montanelli, durante l’occupazione nazista. Sovraffollamento in questo carcere significa che in celle costruite per una o al massimo due persone, vengono stipate anche cinque o sei persone, con un doppio letto a castello a tre piani che impedisce di aprire le finestre e obbliga i detenuti a stare in piedi a turno.

carcere gazzi
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GAZZI (Messina). L’edificio risale agli anni cinquanta e si trova nel centro della città. La struttura è per metà inagibile, mentre l’altra metà versa in condizioni disastrose. Anche in questo carcere il sovraffollamento dei detenuti è ai limiti delle condizioni di vivibilità e di decenza.  Per esempio, undici detenuti condividono uno spazio di 19 metri quadri, per un totale di 1,72 metri quadri a testa, facendo i turni per stare in piedi.

carcere montacuto
10

MONTACUTO (Ancona). È nota per essere stata una delle carceri più sovraffollate d’Italia. Dovrebbe ospitare circa 170 detenuti, ma è normale che ve ne siano almeno 400. Recentemente, sono stati avviati dei lavori di ristrutturazione, con il trasferimento di parte dei reclusi in altre strutture regionali.

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