Tecnologia e Scienza

Le batterie al vanadio saranno le protagoniste sul mercato dell’energia

Il successo della nuova tecnologia delle batterie di flusso al vanadio, dipende in larga misura dall’andamento dei prezzi del vanadio e dalla disponibilità futura di questo metallo.

Le batterie di flusso al vanadio (“Un grande passo in avanti nello stoccaggio di energia“) conquisteranno il 17% del mercato energetico dello storage entro il 2017, pari a circa 5,4 miliardi dollari.

L’ultimo studio della Lux Research conferma questi dati e avverte che ciò sarà possibile se i costi raggiungeranno almeno i 750 dollari per chilowattora, contro gli attuali 1.250 dollari per chilowattora. Perciò il prezzo del vanadio avrà un ruolo determinante nel decretare il successo di questa nuova tecnologia.

La crescita delle batterie di flusso vanadio, che impiegano pentossido di vanadio e sono fondamentalmente dei grandi serbatoi contenenti liquido utilizzato per immagazzinare energia per le reti elettriche, è seguita con grande attenzione da tutte le società minerarie occidentali, per l’enorme impatto che potrebbe avere sul mercato del vanadio.

Chi sta sviluppando questa tecnologia ha la necessità di poter contare su fonti di approvvigionamento sicure e stabili, per evitare la forte volatilità del mercato. Infatti, se il prezzo del vanadio aumenta, gli sviluppatori perdono il controllo sui costi di sistema.

Il prezzo del vanadio era in media di 12 dollari al chilogrammo nel 1998, era salito a 35 dollari al chilogrammo nel 2005 e lo scorso hanno era di circa 15 dollari al chilogrammo.

Le batterie al vanadio rappresentano attualmente circa il 2% del mercato globale dello storage e un prezzo del vanadio di 15 dollari al chilogrammo sarebbe di grande aiuto per la conquista di nuove quote di mercato. Al contrario, un prezzo di 30 dollari al chilogrammo potrebbe rendere la tecnologia economicamente svantaggiosa per un utilizzo diffuso.


Secondo lo US Geological Survey, la produzione mondiale di vanadio nel 2011 era di circa 60.000 tonnellate, prodotte soprattutto da Cina, Russia e Sud Africa, che rappresentano quasi tutta la produzione mondiale di vanadio. La maggior parte del vanadio attualmente prodotto viene utilizzata per rafforzare gli acciai e la domanda è in aumento in tutti i mercati emergenti.

Tuttavia, esistono fondate preoccupazioni che ci potrebbe essere un’insufficiente approvvigionamento di vanadio se il suo impiego nelle batterie di flusso dovesse aumentare in modo significativo. Infatti, anche senza conteggiare i consumi di questa nuova tecnologia, la domanda di vanadio dovrebbe più che raddoppiare entro il 2025, raggiungendo le 123.000 tonnellate annue.

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