La farmacia più grande del mondo: la Foresta Amazzonica

Difficile immaginare quanto possa essere grande la maggiore farmacia del mondo. Ancora più difficile credere che, nonostante conservi alcuni tra i componenti farmacologici più importanti del mondo, ci sia chi ha deciso di distruggerla.

Con una dimensione di 5.500.000 chilometri quadrati, la farmacia più grande del mondo non ha rivali in estensione e in varietà di composti medicinali.

E non si trova in qualche grande centro commerciale di New York, Los Angeles, Londra o Bangkok, bensì in America del Sud.

Si tratta infatti della foresta amazzonica, uno dei più grandi ecosistemi del nostro pianeta. Alcuni esperti stimano che un chilometro quadrato di questa foresta possa contenere almeno 75.000 tipi di alberi e 150.000 specie di piante superiori, per un totale di 90.790 tonnellate di piante. Attualmente, sono state individuate nella regione circa 438.000 specie di piante con interesse economico e sociale, ma ne restano molte altre ancora da scoprire.

Questa enorme superficie di preziose e antiche foreste che si estendono in Brasile, Colombia, Venezuela, Ecuador e Perù, generano circa un quarto dell’ossigeno del mondo. Inoltre, il solo bacino amazzonico contiene circa un quinto dell’acqua dolce dell’intero pianeta.

Eppure, nonostante l’importanza che queste foreste rivestono per la sopravvivenza della nostra specie, le stiamo distruggendo, insieme alle altre foreste tropicali della Terra. Del 14% della superficie del globo una volta coperto di foreste pluviali, ne resta solo il 6%! Secondo uno scenario previsto dalla Banca Mondiale, con questi ritmi di deforestazione, il 40% dell’Amazzonia sparirà entro il 2050.

In altre parole, stiamo distruggendo la farmacia più grande del mondo, dalla quale ricaviamo i composti per i medicinali che curano la nostra salute. Attualmente, le piante della foresta pluviale rappresentano la materia prima necessaria per la produzione di un quarto di tutti i farmaci occidentali, più di 120 diversi farmaci.

Ma ecco alcuni tra i farmaci più importanti e conosciuti che ancora possiamo trovare nella farmacia più grande del mondo che, con ogni probabilità, non rimarrà aperta ancora a lungo.

COMPOSTI ANTI-CANCRO

Circa il 70% delle piante che lo US National Cancer Institute ritiene abbiano poteri anti-cancro, si trovano esclusivamente in Amazzonia. Ad oggi, circa un quarto dei composti attivi contenuti nei farmaci contro il cancro provengono dalla foresta amazzonica. Tra di loro la Uncaria Tomentosa, il Sangue di Drago, l’Annona Muricata, la Maytenus Ilicifolia e la Tabebuia Impetiginosa (da cui si ricava il Lapacho).

COCAINA

Anche se la cocaina è più conosciuta come una droga da traders di Wall Street, è in realtà anche un anestetico locale assai versatile che ha aiutato i ricercatori a sviluppare sedativi che non danno dipendenza. Alcune tribù indigene dell’Amazzonia sono note per masticare foglie di coca per aiutare la guarigione da alcune malattie, oltre che come stimolante per alleviare le fatiche fisiche quotidiane.

CHININO

Quando i colonizzatori spagnoli riconobbero il potenziale di questo farmaco miracoloso, che si trova nella corteccia della Cinchona, erano certi di aver trovato una miniera d’oro. Con più di 40 specie, tutte native delle Ande Amazzoniche, questa famiglia di piante ha la corteccia dalla quale si estrae il chinino, un composto per trattare la malaria, la febbre, il dolore e l’ansia. Ma è anche un anti-micotico, un anti-microbico e un anti-parassitario.

CURARO

Proveniente dal bacino amazzonico, questa pianta rampicante, che può salire fino a 30 metri di altezza, cresce in 7 paesi del Sud America. Ne viene ricavato un alcaloide, che blocca i segnali neuromuscolari e, per questo, veniva usato dagli indigeni come potente veleno per le loro frecce. Ma è anche un farmaco diuretico e anti-infiammatorio.

COMPOSTI PER LA CURA DELL’HIV E DELL’AIDS

Da alcune piante amazzoniche vengono estratti composti che hanno la capacità di trattare alcuni dei peggiori sintomi dell’HIV e dell’AIDS. Alcuni di questi provengono dalla Uncaria Tomentosa e dalla Tabebuia Impetiginosa, ma l’elenco completo è assai più lungo.

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