Mercati

La crisi in Ucraina spinge l’oro ai massimi degli ultimi 6 mesi

Le quotazioni dell’oro continuano a salire, smentendo le previsioni pessimiste di molte banche d’affari internazionali.

La crisi in Ucraina spinge l'oro ai massimi degli ultimi 6 mesi

La crisi in Ucraina e le preoccupazioni per l’economia in Cina, hanno spinto le quotazioni dell’oro ai massimi da sei mesi a questa parte.

Al contrario della scorsa settimana, quando i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili, negli ultimi giorni le quotazioni del metallo giallo hanno raggiunto i 1.385 dollari all’oncia, il prezzo più alto dal 10 settembre dello scorso anno.

Mentre gli sviluppi politici in Ucraina stanno avendo un impatto negativo su tutti i mercati azionari ma stanno fornendo un sostegno alle quotazioni dell’oro.

Inoltre, la notizia del default di due importanti società cinesi, ha spaventato molti investitori che sono corsi verso un bene sicuro come l’oro.

Secondo Kitco, l’attuale rialzo dei prezzi dovrebbe ispirare alla cautela, anche in ragione del fatto che gli acquisti di oro fisico in tutta l’Asia hanno iniziato a rallentare

Naturalmente la questione centrale, a questo punto, è se il movimento di crescita dei prezzi continuerà. Come spesso succede, le opinioni divergono.

Il Wall Street Journal riporta il parere di alcuni osservatori che si aspettano che il mercato del metallo giallo continuerà a salire.

Invece, secondo Kitco, l’attuale rialzo dei prezzi dovrebbe ispirare alla cautela, anche in ragione del fatto che gli acquisti di oro fisico in tutto il continente asiatico hanno iniziato a rallentare. Inoltre, le tensioni in Ucraina e le preoccupazioni per l’economia cinese potrebbero presto scomparire.


Tra i ribassisti continuano ad esserci nomi importanti, come per esempio Goldman Sachs, i cui analisti sono tuttora convinti che le quotazioni sono destinate a precipitare nei prossimi mesi.

Tuttavia, molte altre banche stanno rivedendo al rialzo le proprie previsioni sull’oro, in linea con gli investitori che sembrano essere tornati a comprare, sia futures che ETF, il cui patrimonio complessivo è risalito in febbraio per la prima volta da un anno e mezzo a questa parte.

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