Economia

La Cina nel cuore dell’Europa

Le economie dei paesi emergenti dell’Europa dell’Est stanno crescendo soprattutto grazie alle esportazioni e molti imprenditori italiani hanno scommesso sul loro sviluppo, come testimonia il numero di imprese italiane che hanno trasferito la loro attività.

La Cina nel cuore dell'Europa

Nel panorama internazionale i segnali di ripresa stanno arrivando dai paesi emergenti. Silenziosamente e senza clamori, nel vecchio continente i paesi emergenti che mostrano dei buoni segnali di ripresa sono Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Bulgaria.

Secondo il Wall Street Journal, l’Europa Centro Orientale è diventata un rifugio relativamente sicuro all’interno dei mercati emergenti e nel secondo quadrimestre alcuni fondi di investimento hanno investito in fiorini ungheresi e zloty polacchi.

Sono soprattutto le esportazioni che stanno trainando l’Europa Orientale. L’Ungheria, per esempio, ha avuto un surplus della bilancia commerciale di 3,68 miliardi di euro durante i primi sei mesi di quest’anno, mentre la Polonia ha riportato un surplus di 574 milioni di euro, contro un deficit di 1,09 miliardi dell’anno precedente.

Qualcuno ha anche sollevato il dubbio che una parte del successo delle economie di questi paesi sia dovuto alla scelta di non aver ancora adottato l’euro come moneta. Infatti nessuno tra PoloniaUngheriaRepubblica Ceca e Bulgaria ha ancora introdotto l’euro.

Qualcuno ha anche sollevato il dubbio che una parte del successo delle economie di questi paesi sia dovuto alla scelta di non aver ancora adottato l’euro come moneta

La maggiore insidia che rimane sul proseguo della crescita di questi paesi è la politica monetaria della FED. Infatti tutti i mercati emergenti sono in generale molto vulnerabili alle mosse della Federal Reserve americana, anche se le ultime decisioni prese vanno in una direzione che incoraggia l’ottimismo sullo sviluppo di tutte queste economie.

Gli imprenditori italiani hanno capito da tempo che le condizioni politiche, economiche, normative e fiscali offerte da tutti questi paesi sono assi favorevoli allo sviluppo di attività d’impresa. Le imprese italiane presenti nei paesi dell’Europa dell’Est sono circa quattro volte quelle presenti in Cina. Considerando che  la popolazione cinese è tre volte e mezzo quella dell’intero Est Europa, la concentrazione delle nostre imprese è davvero notevole. Inoltre l’import italiano è due volte quello cinese e mentre l’export è addirittura sei volte superiori a quelli dell’export italiano verso la Cina. In altre parole, per l’Italia il mercato dell’Est Europa è molto più grande del mercato cinese.


Vi sono migliaia di imprese italiane che producono ed erogano servizi in Europa dell’Est e la cosa è così rilevante che tutto il sistema manifatturiero italiano è ormai strettamente legato a queste economie. Il paese con la maggior presenza in termini numerici di imprese italiane è la Romania.

È curioso notare come questo fenomeno economico sia totalmente sottovalutato dalla maggior parte dei mass-media italiani che, al contrario, hanno dato un grande rilievo agli investimenti italiani in Cina. Forse la qualità dell’informazione giornalistica su temi economici in Italia non è delle migliori?

METALLIRARI.COM © RIPRODUZIONE RISERVATA

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