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La barriera corallina australiana e il carbone: una storia di licenza sociale

La Grande Barriera Corallina rischia danni irreparabili oppure i timori degli ambientalisti sono eccessivi? Nel dubbio, la Deutsche Bank se ne tira fuori.

È di pochi giorni fa la notizia che la Deutsche Bank ha rifiutato il finanziamento a North Queensland Bulk Ports Corp. per l’espansione del porto di Abbot Point, in Australia, utilizzato per l’esportazione di carbone, ma in prossimità della barriera corallina.

I funzionari della banca hanno dichiarato che prima di procedere con il finanziamento è necessario il consenso dell’UNESCO e del governo australiano sulla sostenibilità ambientale del progetto.

L’espansione del porto di Abbot Point rappresenta un grosso vantaggio per il settore del carbone australiano, anche se potrebbe danneggiare la Grande Barriera Corallina nelle vicinanze.

Ambientalisti e operatori turistici si sono sempre opposti alla realizzazione del progetto e hanno accusato la Deutsche Bank di essere complice nel creare un immenso danno ambientale a causa del possibile rifinanziamento per l’espansione del porto.

Il termine licenza sociale, è nato nel settore minerario per indicare quando un progetto ha l’approvazione delle comunità locali

Il passo indietro di Deutsche Bank riflette la crescente tendenza degli investitori e delle istituzioni finanziarie a mettere in primo piano la licenza sociale, soprattutto quando sono messe sotto pressione dall’opinione pubblica.

Il termine licenza sociale, è nato proprio nel settore minerario per indicare quando un progetto ha l’approvazione delle comunità locali e da tutte le parti interessate. In seguito è stato utilizzato con accezione più ampia, non solo in ambito produttivo, ma anche politico.

La Adani Enterprises, qualche settimana fa, ha ottenuto la licenza per una miniera di carbone a Galilee Basin, che potrebbe essere la più grande dell’Australia e una delle più grandi del mondo.

La miniera dipenderà dal porto di Abbot Point per esportare il carbone estratto e poiché esistono prove che l’espansione del porto è ecologicamente sostenibile, Adani Enterprises continua a mostrarsi ottimista. Inoltre, secondo il Wall Street Journal, l’ampliamento del porto significherebbe per l’Australia circa 28 milioni di dollari australiani di maggiori ricavi.


Al contrario, secondo l’UNESCO, il rischio per la Grande Barriera Corallina è reale. La stessa organizzazione ha criticato il governo australiano per aver concesso l’autorizzazione al nuovo porto e ha minacciato di togliere lo status di patrimonio dell’umanità all’intera zona. L’UNESCO è appoggiata da migliaia di australiani e da eminenti scienziati.

Anche se la vicenda è lontana dal trovare una soluzione, è sempre più chiaro a tutta la comunità internazionale che la licenza sociale rivestirà un ruolo chiave in tutti i futuri progetti di investimento.

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