In Italia la libertà economica è una chimera: 74esima nel mondo

La libertà economica è la chiave per la prosperità e per la crescita. Non ci sono altre ricette per lo sviluppo di un paese ma, in Italia, la politica sembra non rendersene conto.

In Italia la libertà economica è una chimera: 74esima nel mondo

Puntiamo sul green e sulla bellezza dell’Italia”. Le parole del nostro Primo Ministro Giuseppe Conte non promettono nulla di buono.

Per quanto l’Italia sia bella, per rimediare agli errori di interi decenni e per poter sperare di riformare un paese che sembra allergico ad ogni cambiamento, la bellezza non sembra un buon punto di partenza. Lo sarebbe invece la libertà…

La libertà ha creato il miracolo economico italiano

La libertà di lavorare, consumare e investire senza restrizioni. Infatti, la libertà economica significa benessere, come ben sanno i nostri nonni che, dal dopoguerra agli anni ’60 e ’70, hanno goduto di una libertà imprenditoriale che ha consentito loro di creare tutta quella ricchezza che oggi abbiamo dilapidato. Erano i tempi del miracolo economico italiano, quando il Financial Times assegnava alla lira l’Oscar della moneta più solida del mondo occidentale.

Ma ormai da decenni l’economia italiana è impantanata tra i paesi con una libertà economica classificata come moderatamente libera, come risulta ad ogni edizione dell’Index of Economic Freedom (nato nel 1995).

In tutto il mondo, dove vengono adottate politiche economiche progressiste e trasparenti, si assiste ad una retrocessione della povertà, delle malattie e dell’ignoranza.

Tutte considerazioni che traspaiono abbastanza bene dall’ultimo Index of Economic Freedom, la classifica annuale della Heritage Foundation (Stati Uniti), che misura il livello di libertà economica nei paesi di tutto il mondo. Una graduatoria molto interessante, che colloca l’Italia in 74esima posizione, alle spalle di paesi come il Guatemala, le Filippine o il Messico.

Per chi si domanda come si misuri la libertà economia di un paese, l’Index of Economic Freedom ha misurato lo stato di diritto (diritti di proprietà, integrità del governo, efficacia giudiziaria), il peso dello stato (spesa pubblica, tasse e imposte), l’efficienza normativa (libertà di impresa, di lavoro e monetaria) e il grado di apertura dei mercati (commercio, investimenti e libertà finanziaria).

Il risultato è una graduatoria di 180 paesi con in testa Singapore e in ultima posizione la Corea del Nord. Eccone un estratto…

2020: i paesi più liberi e quelli meno

SINGAPORE

AUSTRALIA

REGNO UNITO

HONG KONG

SVIZZERA

DANIMARCA

NUOVA ZELANDA

IRLANDA

CANADA

72˚

SEYCHELLES

73˚

GUATEMALA

74˚

ITALIA

178˚

CUBA

179˚

VENEZUELA

180˚

COREA DEL NORD

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