Energia

Italia, il paese con benzina e diesel più cari d’Europa

Non ci sono dubbi: gli automobilisti in Italia, quando si recano a fare rifornimento di carburante, sono i più tartassati d’Europa. Di tutto ciò devono ringraziare soprattutto il fisco italiano.

È più forte il piacere di guidare la nostra automobile o il dolore di recarsi alla pompa per fare rifornimento?

Guardando i dati del Cost Car Index non ci sono dubbi. Gli italiani amano così tanto la propria autovettura, o la propria Vespa, da sopportare un costo del carburante tra i più alti del mondo (il quarto secondo Bloomberg) e, in assoluto, il più alto d’Europa. Spendiamo circa il 15% del nostro reddito mensile disponibile in costi del carburante, molto peggio di tutti i nostri omologhi europei. Le rilevazioni statistiche che impietosamente ci informano di questa anomalia italiana sono numerose e tutte evidenziano che il costo del carburante in Italia è da record.

Se poi andiamo a vedere i costi complessivi di possedere un’automobile, come emerge dal Cost Car Index 2016 della LeasePlan, indice di quanto costa il possesso di un’auto in 24 paesi in Europa (Turchia compresa), le cose vanno ancora peggio per gli automobilisti italiani. L’Italia è il secondo paese dove costa di più possedere un’auto a benzina (678 euro al mese).

L’Italia batte tutti con circa il 40% in più del costo della media dei 24 paesi presi in considerazione

Considerando i prezzi del carburante (benzina e diesel) alla pompa, l’Italia batte tutti con circa il 40% in più del prezzo della media dei 24 paesi presi in considerazione. Appena dietro troviamo Grecia, Portogallo e Turchia, mentre il fanalino di coda è costituito dalla Russia, il paese dove costa meno la benzina (circa il 50% della media).

Sulla base di una percorrenza annuale di 20.000 chilometri, gli automobilisti italiani spendono 89 euro al mese per i veicoli a diesel e 136 al mese per i veicoli a benzina, ossia rispettivamente il 14% e il 20% dei costi totali della guida di un veicolo. Come tutti ormai sanno, la disparità con gli altri paesi europei e del mondo è dovuta alle imposte esageratamente elevate, che incidono per circa il 60% sul prezzo totale di un litro di carburante, il tasso più alto d’Europa secondo la CGIA (Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre).


La passione per i motori degli italiani è rinomata, tanto da avere uno dei più alti tassi di autoveicoli pro-capite del mondo. Secondo la Banca Mondiale, nel paese sono registrati 682 veicoli per ogni 1.000 persone (2011). Consapevole di questo spassionato amore, il governo italiano ha continuato, lungo una parabola che sembra senza fine, ad aumentare le imposte sui carburanti.

E, come sempre avviene, con l’arrivo della Pasqua e gli automobilisti in viaggio verso le località turistiche, sono in arrivo i nuovi aumenti alla pompa. Come a dire: auguri miei poveri automobilisti…

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