Investimenti

Investire nella green-economy

A metà giugno, oltre 130 capi di Stato e più di 50.000 partecipanti, si sono riuniti a Rio de Janeiro, in Brasile, per discutere di sviluppo sostenibile. Promossa dalle Nazioni Unite, la conferenza mondiale, nota come Rio +20, è finalizzata a stabilire i principi di sviluppo per aiutare a costruire un’economia verde in tutto il mondo.  La conferenza non ha però prodotto i risultati attesi, senza alcun passo concreto verso la realizzazione di una green-economy.

Il mondo sta usando un numero eccessivo di combustibili fossili per soddisfare le proprie esigenze energetiche, aumentando le emissioni di carbonio e quindi danneggiando l’ambiente del nostro pianeta. Le economie di tutto il mondo dovrebbero adottare tecnologie verdi per ridurre le emissioni di carbonio. Da quando le Nazioni Unite ospitarono il vertice 20 anni fa, il mondo ha aumentato le sue emissioni da combustibili fossili, ma ha anche aumentato l’utilizzo di energia verde.

Il caso della Germania è indicativo. A partire dal 2012, la Germania ricava oltre il 40% del proprio fabbisogno energetico dall’energia solare. Un drastico miglioramento rispetto a un decennio fa, con un utilizzo di energia solare aumentato del 50% ed un utilizzo di energia eolica aumentato di oltre il 25% per cento negli ultimi cinque anni. La Danimarca ottiene oltre il 20% del proprio fabbisogno di energia elettrica da fonte eolica.

Esiste una spinta reale e significativo verso il passaggio a fonti di energia più rispettose dell’ambiente, ma la realtà è che i combustibili fossili rimarranno la fonte preponderante per le esigenze energetiche mondiali.

Investire nell’energia solare

Anche se il settore dell’energia solare ha visto una crescita esplosiva nel corso dell’ultimo decennio, è ancora un settore dinamico e in continua evoluzione. Ogni due o tre anni il settore è scosso da cambiamenti significativi, che sembrano rovesciare completamente le sorti dei partecipanti a questo mercato. Inizialmente il mercato ha vissuto momenti felici grazie all’introduzione di sussidi governativi, incentivi e agevolazioni fiscali. Poi sono entrati nel mercato i produttori cinesi ultra-low-cost e il mercato ha registrato un inversione di tendenza, poichè i consumatori si sono rivolti principalmente alle produzioni low-cost cinesi. Investire nel solare può essere redditizio, ma il mercato è diventato imprevedibile, con cambiamenti rapidi e improvvisi.

Da maggio di quest’anno gli Stati Uniti hanno innalzato il dazio al 31% sulle importazioni cinesi, relative al solare. In tal modo i produttori americani dovrebbero essere favoriti sul mercato. L’azienda che beneficierà maggiormente della nuova situazione è la SunPower, leader nella produzione e installazione di pannelli solari, sia sul mercato residenziale che in quello commerciale.

Investire nell’energia eolica

Insieme con l’energia solare, il vento è una delle principali fonti alternative di energia verde. L’energia eolica rappresenta attualmente solo il 2% del totale delle fonti energetiche, ma esiste un grande potenziale in questo settore che sta crescendo. Uno dei punti cardine della conferenza di Rio +20 è stata proprio l’energia eolica, con molti sostenitori sia nelle economie sviluppate che in quelle emergenti. La Cina è il primo produttore al mondo di energia eolica, gli Stati Uniti il secondo.


Uno dei punti critici dell’investire nel vento è che la generazione di energia, in ultima analisi, dipende dalle condizioni atmosferiche. Anche se si possano adottare misure per sviluppare turbine in condizioni favorevoli, l’assenza di vento significa generazione di energia nulla. Il prezzo dei combustibili fossili è un altro fattore determinante. Quando i prezzi dei combustibili fossili sono alti, l’industria tende ad investire di più nel vento. Infine, i sussidi governativi, incentivi e agevolazioni fiscali costituiscono l’altro grande fattore determinante per investire nell’eolico.

Proprio come hanno fatto per l’energia solare, i governi di tutto il mondo offrono incentivi interessanti, che potranno aiutare a creare o a distruggere questa industria nascente.

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