Mercati

India e Giappone alleati nel nome delle terre rare

Durante gli ultimi due anni, il mercato delle terre rare è stato al centro dell’attenzione internazionale. Anche in questi giorni i riflettori degli investitori si sono accesi per l’attesa circa l’annuncio da parte del Giappone dell’inizio delle importazioni di terre rare (REE: Rare Earth Elements) dall’India. L’annuncio è atteso per novembre, durante la visita del primo ministro indiano, Manmohan Singh, in Giappone.

Sembra che la potenza industriale giapponese sia determinata ad allentare la dipendenza dalla Cina per la fornitura di terre rare, cercando nuovi fornitori per assicurarsi metalli indispensabili al proprio sistema produttivo. La controversia con Pechino sulle isole di Senkaku (si legga l’articolo “La disputa sulle isole di Senkaku: una minaccia per la fornitura di terre rare“), che si è riaccesa da pochissimo tempo, ha alimentato insistenti voci su un prossimo divieto cinese di esportare terre rare verso il Giappone.

Gli osservatori si attendono che l’accordo indo-niponico sia una mossa strategica per rafforzare le relazioni commerciali tra le due potenze. L’India, in un primo tempo, fornirebbe terre rare e in seguito potrebbe beneficiare di un flusso di tecnologie provenienti dal Giappone.

L’attenzione degli investitori è rivolta sul significato di questo accordo per il Giappone, la Cina e l’India, che potrebbe far nascere un nuovo importante attore nella produzione di terre rare. Il governo indiano ha l’obbiettivo di far partire, entro la fine di questo anno, un impianto di trasformazione della monazite, minerale contenete terre rare come cerio, lantanio e torio.


Ma la probabile alleanza potrebbe avere un orizzonte ancora più ampio. Lo scorso anno, l’ente americano US Geological Survey ha stimato che ci siano almeno 1 milione di tonnellate di terre rare in Afghanistan, nella provincia di Helmand. Secondo il quotidiano The Times of India, la visita del primo ministro indiano in Giappone, potrebbe aprire la strada verso una collaborazione tra la tecnologia giapponese e gli interessi strategici indiani proprio in direzione dell’Afghanistan, dove già delle aziende minerarie indiane stanno muovendo i primi passi.

Nelle prossime settimane vedremo più chiaramente come si articolerà l’accordo ma, anche se rimane da fare molta strada prima che qualcuno riesca ad avvicinarsi alle capacità produttive cinesi di terre rare, il percorso che India e Giappone stanno seguendo sembra nella giusta direzione.

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1 Commento

  1. Questa è politica estera di paesi seri: accordi per assicurare un futuro economico per la collettività. L’Italia dovrebbe riflettere con umiltà e imparare …

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