Tecnologia e scienza

In arrivo le batterie al vanadio-redox

La nuova tecnologia per lo stoccaggio di energia è pronta per diventare un prodotto commerciale che cambierà drasticamente tutto il mercato dell’energia.

In arrivo le batterie al vanadio-redox

Il mondo è quasi pronto per disporre della tecnologia delle batterie al vanadio-redox (VRB), a costi economicamente sostenibili.

Un passo che cambierà per sempre il volto del mercato dello stoccaggio di energia.

L’inventore di questa tecnologia rivoluzionaria, il Dr. Maria Skyllas-Kazacos, professore presso l’Università del New South Wales, ha recentemente dichiarato che le batterie al vanadio-redox hanno raggiunto la maturità per diventare un prodotto commerciale.

Skyllas-Kazacos ha contribuito a creare la prima batteria al vanadio-redox nei primi anni 1980 e da allora, ha lavorato per perfezionare le capacità della batteria. Grazie anche al suo lavoro, molte aziende stanno finalmente spingendo per rendere i sistemi di stoccaggio dell’energia disponibili a livello commerciale, creando un sistema di produzione automatizzato che renderà la tecnologia ampiamente disponibile.

A differenza di altre batterie, come per esempio le batterie al litio, una VRB non si consuma

Nel caso più semplice, la VRB è una batteria che utilizza soluzioni solforiche per alimentarsi. Un elettrolita di vanadio, che passa attraverso la pila centrale, permette alla batteria di funzionare, aiutato da una soluzione di riempimento contenuta in due serbatoi su entrambi i lati.

A differenza di altre batterie, come per esempio le batterie al litio, una VRB non si consuma. I test hanno dimostrato che può sostenere 200.000 cicli di carica e scarica, anche se i ricercatori suggeriscono che la durata tende all’infinito.

Una VRB richiede da sei a otto chilogrammi di vanadio per kilowattora, quindi una batteria da 10 megawattora avrebbe bisogno da 60 a 80 tonnellate di vanadio.

Tuttavia, a partire dai primi anni 1990, lo sviluppo di queste batterie si è fermato a causa di brevetti vincolanti e di una diffidenza del mercato verso lo stoccaggio di energia. Fino al 2006, nessuna azienda al mondo era autorizzata a produrre una VRB a causa dei vincoli del brevetto iniziale, risalente al 1986.

L’altra ragione del ritardo delle VRB è stata la riluttanza delle energie rinnovabili ad abbracciare questa nuova tecnologia, soprattutto per le sovvenzioni governative che, arrivando a pioggia su altre tecnologie, drogavano il mercato.

Ma dal 2006, anno di scadenza del brevetto, le cose sono cambiate. Inoltre paesi come il Giappone e la Germania hanno iniziato a fornire sovvenzioni alle imprese che operano nel settore dello stoccaggio di energia.

I cittadini di tutto il mondo sono stufi di pagare tariffe esorbitanti per l’elettricità. Le batterie al vanadio-redox potrebbero contribuire ad arginare questo problema in quanto possono immagazzinare energia durante i periodi di basso consumo e restituirla durante i periodi di picco.

La Sumitomo, multinazionale giapponese, sta avviando la produzione commerciale di VRB e il prevedibile aumento dei volumi delle vendite, porterà ad ottenere batterie economicamente redditizie, permettendo un maggiore accesso a questa tecnologia.

Ogni famiglia potrebbe avere una batteria al vanadio-redox, utilizzandola per alimentare tutta la casa.

Come dice Skyllas-Kazacos, non esiste nessuna altra tecnologia all’orizzonte in grado di fornire alla nostra civiltà i benefici energetici delle batterie vanadio-redox.

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