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Il Sudan produrrà 50 tonnellate di oro all’anno

Il nuovo Sudan, dopo l’indipendenza dei territori del sud, cerca di aumentare gli introiti derivanti dalla produzione di oro per compensare la perdita di quasi tutti i giacimenti petroliferi.

Il Sudan prevede di aumentare la propria produzione di oro per compensare le perdite derivanti dalle riserve di petrolio perdute con l’indipendenza del Sudan del Sud. Il paese sta incrementando la produzione di oro e di altri minerali per ottenere la valuta estera necessaria per sostenere le importazioni. Se raggiungerà l’obbietivo di produrre 50 tonnellate di oro, diventerà il terzo più grande produttore africano, sopo il Sud Africa e il Ghana.

All’interno del paese, il governo ha già autorizzato l’esplorazione di più di 100 località, coinvolgendo più di 85 aziende del settore. Le imprese che producono attualmente oro sono soltanto sette, ma potrebbero raddoppiare entro la fine dell’anno, raggiungendo le 50 tonnellate di metallo giallo estratto.

Secondo quanto riportato dalla Reuters, grazie ad un progetto congiunto con l’Arabia Saudita, nel 2014 potrebbe iniziare lo sfruttamento delle riserve d’oro, d’argento e di rame del Mar Rosso. Il potenziale di questo giacimento è stimato in tre o quattro tonnellate di oro all’anno.

Il mercato dell’oro in Sudan è afflitto da alcuni problemi strutturali che il governo attuale vorrebbe risolvere

Inoltre il Sudan ha importanti giacimenti di cromo, che lo hanno portato a produrre nel 2011 circa 50.000 tonnellate di questo metallo.

La nuova strada economica del paese, inizia nel luglio 2011, quando il Sudan del Sud ottiene l’indipendenza e il controllo di circa tre quarti della produzione di petrolio. Al contrario, le riserve auree conosciute sono rimaste intatte.

Fino ad oggi il paese è sempre stato trascurato dai grandi investitori del settore dell’oro. Ma nei prossimi anni il suo ruolo potrebbe diventare più importante, anche grazie alle alte quotazioni del metallo giallo.


Il mercato dell’oro in Sudan è afflitto da alcuni problemi strutturali che il governo attuale vorrebbe risolvere. Circa mezzo milione di persone lavorano in attività di ricerca ed estrazione a livello artigianale e ciò alimenta un contrabbando verso l’estero (soprattutto verso il Dubai), creando un mercato nero fiorente ma completamente fuori dal controllo delle autorità locali.

Il futuro del Sudan passa attraverso la risoluzione dei problemi che hanno sempre afflitto la sua ricca industria mineraria, che avrebbe tutto il potenziale per aumentare il benessere economico dell’intera popolazione.

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