Economia

Il nuovo ordine mondiale passa attraverso una guerra tra Cina e Stati Uniti?

Uno dei più grandi finanzieri del mondo, celebre per le sue speculazioni vincenti, ha formulato le sue previsioni di quello che ci aspetta nei prossimi anni. E non sono belle notizie…

L’avvento di un nuovo ordine mondiale passerà attraverso una guerra tra Cina e Stati Uniti.

George Soros lo ha detto a chiare lettere in un recente discorso che ha tenuto al Comitato Bretton Woods a Washington DC.

Per chi non conoscesse Soros, imprenditore e finanziere ungherese naturalizzato americano, basta citare due episodi che la dicono lunga sulla sua capacità di intravedere il futuro, soprattutto quando ci sono in mezzo dei soldi: la speculazione contro la sterlina e contro la lira che costò a Gran Bretagna ed Italia l’uscita dallo SME (Sistema Monetario Europeo), oltre a perdite per svariate centinaia di miliardi di dollari.

Fondatore di alcuni tra gli hedge funds più importanti del mondo, Soros ritiene che il ruolo degli Stati Uniti sia ormai in calo in tutto il mondo mentre, al contrario, la valuta cinese sia in ascesa, tanto da far includere il renminbi nello speciale paniere di valute denominato International Monetary Fund’s Special Drawing Rights (SDR).

Secondo Soros, il mutamento dell’economia della Cina potrebbe innescare un conflitto militare nella regione.

Secondo Soros, il mutamento dell’economia della Cina potrebbe innescare un conflitto militare nella regione. Ma, se ci fosse un conflitto militare che coinvolgesse un alleato degli Stati Uniti, come per esempio il Giappone, saremmo sulla soglia di una terza guerra mondiale. A conferma di ciò, la Cina ha recentemente minacciato un’azione militare se gli Stati Uniti non interromperanno le loro interferenze nel Mar Cinese Meridionale.

Gli Stati Uniti dovrebbero assecondare il desiderio della Cina di giocare un proprio ruolo sulla scena mondiale, rispettando precise regole. Opponendosi ad ogni velleità cinese, come è avvenuto fino ad ora, viene minata ogni possibilità di cooperazione internazionale, favorendo la strada verso un disordine globale.

La Cina ha iniziato a costruire una serie di istituzioni rivali (“Quanto sarà potente la nuova mega banca cinese?“) che, presto o tardi, si scontreranno con le istituzioni esistenti se gli Stati Uniti non concederanno al renminbi cinese la possibilità di diventare un potenziale rivale del dollaro.

Certamente, la strada della cooperazione con la Cina non è facile. Il sistema cinese ha molte cose sbagliate, come una leadership che non rispetta lo stato di diritto e una giustizia che non è indipendente. Ne sanno qualcosa le multinazionali, spesso penalizzate a favore dei diretti concorrenti cinesi.

Tuttavia, anche se negoziare con i cinesi dovesse dimostrarsi assai difficile, non farlo potrebbe essere un errore di proporzioni storiche. Porterebbe la Cina ad allinearsi con la Russia e la possibilità di una terza guerra mondiale diventerebbe reale.

Per Soros, il dominio planetario degli Stati Uniti, iniziato con il crollo dell’Unione Sovietica, è giunto al tramonto con la crisi finanziaria del 2008. In tutti questi anni, gli Stati Uniti hanno avuto la possibilità di diventare i guardiani della pace nel mondo, ma hanno sprecato questa opportunità. E adesso la Russia ha cominciato a riarmarsi, con una spesa militare che si sta avvicinando al 10% del PIL nazionale, mentre la Cina sta seguendo la stessa strada, con una spesa per gli armamenti in crescita continua, anno dopo anno.


Ora che il mondo è suddiviso in due campi rivali, sia finanziariamente che politicamente, potrebbe essere molto difficile evitare una guerra catastrofica se non si riuscirà a contenere la rivalità tra Cina e Stati Uniti entro limiti ragionevoli.

George Soros ha fatto tante scommesse durante la sua lunga carriera, alcune vincenti e alcune perdenti. Forse in cuor suo, questa volta, si augura che le sue previsioni possano essere sbagliate.

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