Energia

Il boom dello shale gas in Cina

Da pochi mesi la Cina si è ritrovata “inondata” dallo shale gas. A fronte di un potenziale di riserve enorme, la produzione sta procedendo a ritmi così elevati che anche gli esperti più ottimisti sono rimasti sorpresi.

Il boom dello shale gas in Cina

La Cina sta vivendo un vero e proprio boom nella produzione di gas di scisto (shale gas). Secondo il Wall Street Journal, l’impressionante sviluppo è iniziato lo scorso anno e tutto lascia presagire che continuerà a ritmi ancora più sostenuti nel prossimo futuro.

Al momento le uniche due compagnie che producono shale gas in Cina sono la China Petroleum & Chemical (società di Stato conosciuta anche come Sinopec) e la Royal Dutch Shell.

Secondo i rappresentanti della Sinopec, lo sviluppo del primo giacimento di gas di scisto della società, situato a Fuling (Chongqing), è entrato in funzione prima del previsto e si prevede che produrrà 1,8 miliardi di metri cubi di gas entro la fine dell’anno. Il presidente di Sinopec ha recentemente dichiarato che il giacimento di Fuling è la pietra miliare dello shale gas in Cina.

La Royal Dutch Shell, in partnership con China National Petroleum, sta attualmente producendo shale gas a Changbei, nella provincia dello Shaanxi, e ha progetti per nuove perforazioni nel bacino dello Sichuan.

La Cina possiede alcuni dei più ricchi giacimenti di gas di scisto e di petrolio di tutto il pianeta

La Cina possiede alcuni dei più ricchi giacimenti di gas di scisto e di petrolio di tutto il pianeta. Le riserve totali sono stimate in 134.420 miliardi di metri cubi, una enorme quantità di materia prima che può sostenere il boom dello shale gas nel paese.

Il potenziale delle riserve di shale gas cinese è enorme, addirittura superiore a quello degli Stati Uniti. Naturalmente, dipenderà dal successo delle attività di perforazione se il potenziale potrà diventare una risorsa energeticamente sfruttabile.

Infatti la composizione del sottosuolo in Cina è difficile da decifrare, tanto che inizialmente tutti gli analisti avevano pensato che ci sarebbe voluto molto tempo per riuscire a sfruttare le risorse di shale gas del paese. Invece, in pochissimo tempo si sono sviluppati circa 100 pozzi di estrazione. Un numero ancora basso se paragonato ai 40.000 pozzi degli Stati Uniti e che evidenzia una velocità di espansione ancora lenta.


La Cina non nasconde di corteggiare gli investitori esteri per lo sviluppo dei suoi giacimenti di gas di scisto, offrendo anche la garanzia di un mercato totalmente dominato dallo Stato.

Dal punto di vista degli investitori esistono al momento due sole opzioni per puntare sul boom dello shale gas in Cina: Sinopec e Royal Dutch Shell. La prima opzione potrebbe preoccupare qualche investitore per il fatto che si tratta di possedere direttamente titoli di una società cinese, ma è anche quella con il maggiore potenziale di crescita.

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