Mercati

Il 2013 sarà l’anno delle materie prime? Goldman Sachs non ha dubbi

Goldman Sachs prevede un anno di carenza per molte materie prime.

Tutte le materie prime sono appese al fiscal-cliff americano, la raffica di aumenti fiscali e di tagli alle spese fissati per il primo gennaio 2013. Il presidente Obama insiste sul fatto che qualsiasi accordo con il Congresso deve contenere aumenti di tasse per gli americani più ricchi, mentre i repubblicani sono favorevoli solo a tagliare i programmi sociali. Anche se entrambe le parti hanno tenuto duro nelle loro posizioni, la scorsa settimana, sono arrivati alcuni segnali che alcuni repubblicani stanno cominciando ad accettare gli aumenti delle tasse sui più ricchi, visti come inevitabili.

I mercati delle materie prime sono stati sostenuti dagli ultimi rapporti sull’occupazione negli Stati Uniti, migliori rispetto alle attese. Nel mese di novembre sono stati creati 146.000 posti di lavoro, contro delle attese che si attestavano a 93.000 posti di lavoro. Inoltre il tasso di disoccupazione è sceso a 7,7%, il livello più basso registrato dal dicembre 2008.

L’ultimo rapporto di Goldman Sachs contiene la previsione di un 2013 di riscatto per le materie prime. La banca d’affari sostiene che durante l’anno i prezzi non avranno grandi rialzi, ma i miglioramenti dell’economia globale porteranno nel breve termine una carenza di alcune materie prime e quindi a nuove opportunità per gli investitori. Goldman Sachs continua a raccomandare ai propri clienti di sovrappesare le materie prime e nello specifico suggerisce di puntare su petrolio, rame e mais. La carenza tra domanda e offerta su queste materie prime aumenterà le quotazioni.

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