Guerra commerciale o guerra reale. Per il petrolio c’è una grande differenza!

I venti di una guerra commerciale USA-Cina non avevano spaventato più di tanto il mercato del petrolio. Ma una guerra vera è tutta un’altra storia…

Che differenza c’è tra una guerra commerciale e una guerra vera?

Per capirlo basta guardare ai prezzi del greggio. Non appena i rischi di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si sono ridotti, ma è cresciuto il rischio di una vera guerra in Siria, il petrolio è andato alle stelle. Oggi, il Brent quota circa 72 dollari al barile e il WTI circa 67 dollari al barile.

Prima sono arrivate le dichiarazioni concilianti del presidente cinese Xi Jinping che promette nuovi piani per aprire l’economia cinese, tra cui la riduzione delle tariffe per le automobili e la difesa legale della proprietà intellettuale delle tecnologie di aziende straniere nel paese. Poi, il presidente Donald Trump ha scritto su Twitter che è “Molto grato per le gentili parole del presidente Xi della Cina sulle tariffe e le barriere automobilistiche…

L’Arabia Saudita ringrazia…

La diminuzione dei rischi di una guerra commerciale costringerà il mercato a rendersi conto che domanda e offerta di petrolio sono squilibrate. E lo squilibrio è decisamente rialzista. In aggiunta, i segnali di un imminente attacco in Siria, non fanno che aumentare significativamente la pressione al rialzo dei prezzi.

Il presidente Trump ha promesso di rispondere all’attacco di armi chimiche in Siria, incolpando il presidente siriano Bashar Hafez al-Assad. Aerei militari e aerei da combattimento sono pronti  in volo vicino al confine iracheno siriano. La Russia ha promesso di abbattere i missili americani lanciati contro la Siria. Tutti venti di un attacco militare che potrebbe diventare una guerra per procura contro l’Iran e la Russia, che sono i sostenitori di Assad ma che sono anche tra i più grandi produttori di petrolio.

Tutto ciò avviene mentre l’Arabia Saudita sta dicendo che vuole vedere il petrolio almeno a 80 dollari al barile. Ma qualcuno, malignamente, sostiene che sia proprio questo paese a spingere verso una guerra che possa indebolire il suo eterno rivale iraniano.

In questo contesto, c’è ancora qualcuno disposto a scommettere su un ribasso dei prezzi del petrolio o del gas?

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