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Furto di cobalto radioattivo: i ladri condannati a morire

Autorità americane e messicane con il fiato sospeso per il timore di atti terroristici con bombe nucleari sporche, ottenute da un furto di cobalto-60.

Furto di cobalto radioattivo: i ladri condannati a morire

È un torrido pomeriggio di dicembre a Tijuana e l’autista del camion che sta trasportando apparecchiature mediche caricate in un ospedale della zona, è costretto a fermarsi da due uomini armati che gli puntano addosso due grossi fucili.

I due rapinatori scaricano l’autista e si dileguano con il carico. Sembra uno dei tanti furti che avvengono quotidianamente in Messico, ma in questo caso senza alcuna vittima.

Poche ore dopo, quando l’autista riesce ad avvisare la polizia locale, si scatena il panico tra le autorità messicane: il camion rubato si stava dirigendo verso un impianto di stoccaggio di scorie nucleari per depositare il pericolosissimo cobalto-60, un isotopo radioattivo sintetico del cobalto.

Il cobalto-60 può essere impiegato anche per fabbricare una cosiddetta bomba nucleare sporca (una bomba mai prodotta fino ad ora ma che alcuni teorici hanno ipotizzato realizzabile, ribattezzandola come l’ordigno dell’apocalisse), cioè una bomba in grado di disperdere radiazioni prodotte da una sorgente radioattiva.

Vengono informate anche le autorità militari degli Stati Uniti che iniziano a mobilitare i propri esperti dell’anti-terrorismo. Nel frattempo le autorità messicane ricevono offerte di assistenza da parte dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica.

Il cobalto-60 può essere impiegato anche per fabbricare una cosiddetta ‘bomba nucleare sporca’

La notizia arriva ai mass-media e la CBC News commenta che sebbene le bombe nucleari sporche non siano una minaccia enorme, hanno tutto il potenziale per causare numerose perdite di vite umane.

Proprio quando la preoccupazione inizia a diffondendosi a macchia d’olio, la polizia ritrova il camion in una zona rurale a circa un chilometro dalla cittadina di Hueypoxtia, in Messico. Ma la cassa di sicurezza che protegge il cobalto-60 dall’esterno risulta aperta.

Secondo Mardonio Jimenez, un fisico e un alto funzionario incaricato per la sicurezza nucleare del Messico, i ladri non sapevano quello che avevano rubato e nella loro ignoranza hanno rimosso il cobalto-60 dal suo involucro protettivo. Si ritiene che l’esposizione alle radiazioni sia una condanna a morte certa per i ladri.

Le autorità hanno subito isolato la zona e, con ogni probabilità, la popolazione di Hueypoxtia non corre alcun rischio.

METALLIRARI.COM © RIPRODUZIONE RISERVATA

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