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La fame di stagno nel mondo spinge i prezzi verso l’alto

I prezzi dello stagno continuano la loro corsa, anche se il metallo abbonda su tutta crosta terrestre. Sopratutto in Cina, la domanda è molto forte.

La fame di stagno nel mondo spinge i prezzi verso l'alto

Nel mondo manca stagno e i prezzi continuano a salire.

Il metallo abbonda sulla crosta terrestre, ma non così sui mercati. Tra l’altro, la distribuzione delle riserve mondiali, è abbastanza omogenea, con la Cina che ne produce il 35%, la Russia il 12%, l’Australia l’8%, l’Indonesia il 7% e il Brasile il 6%. Inoltre, a differenza di altri metalli, queste miniere non si trovano in paesi con regimi instabili o dilaniati dalla guerra.

Anche se esistono miniere in Myanmar e nella Repubblica Democratica del Congo, non sono però determinanti per l’equilibrio delle forniture mondiali.

Quello che sta avvenendo un po’ in tutte le miniere è l’impoverimento della concentrazione di metallo dei minerali estratti

Ma quello che sta avvenendo un po’ in tutte le miniere è l’impoverimento della concentrazione di metallo dei minerali estratti, cosa che rende il costo per l’estrazione progressivamente più alto e, nel caso di alcuni siti, non più sfruttabili per la bassa convenienza economica.

Le scorte di stagno in calo al London Metal Exchange (LME) e allo Shanghai Futures Exchange (SFE), al loro livello più basso dal 2000, sono un segnale che la domanda reale rimane forte e che l’aumento dei prezzi dello stagno poggia su basi solide. Quest’anno, sul LME, lo stagno è stato il secondo metallo più scambiato, grazie al grande interesse degli investitori.

Nel 2009, a gennaio, lo stagno valeva 13.085 dollari a tonnellata. Oggi è scambiato a 21.350 dollari. Gli investitori, soprattutto in Cina, sono affamati di metallo e, secondo il BMI Research, sul mercato globale il deficit arriverà a 9.400 tonnellate nel 2020.

Tuttavia, esiste il timore, soprattutto tra i consumatori industriali, che i livelli di prezzo elevati e la crescente volatilità siano anche un effetto delle forti speculazioni che, quest’anno, hanno spinto il rame e altri metalli ai massimi annuali. Anche se i fondamentali dello stagno sono buoni, prezzi troppo alti potrebbero non essere sempre accompagnati da una domanda che li sostiene.

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