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Espatriare a Bangkok (parte terza)

La capitale thailandese ospita molti stranieri, offrendo loro uno stile di vita orientale in una metropoli di nove milioni di abitanti.

La società thailandese è dominata da una classe sociale ricca e dislocata soprattutto a Bangkok, composta prevalentemente da thailandesi di etnia cinese, riconoscibili anche dalla pelle leggermente più chiara.

All’estremo opposto esiste la classe più povera, composta dagli agricoltori e dagli abitanti dei villaggi, riconoscibili da una pelle più scura e una statura più bassa.

Rispetto ad altri paesi, la classe inferiore non sente il peso della disparità di ricchezza tra le due classi sociali.

Le due classi sociali vivono abbastanza in armonia, anche se hanno opinioni molto precise le une delle altre. I thailandesi nativi, considerano i thai-cinesi avidi e legati al denaro, parsimoniosi nel lavoro e pronti a trattare i prezzi dei loro prodotti fino all’ultimo satang (equivalente a 1/100 di baht). Inoltre, i thai-cinesi non sono cordiali come i nativi thailandesi, lavorano sodo e sono molto motivati per gli affari, un pò come i cinesi lo sono in tutto il mondo. Al contrario i thai-cinesi vedono i nativi come pigri perché sul lavoro tendono a seguire i propri ritmi ed i propri tempi.

I thailandesi nativi, considerano i thai-cinesi avidi e legati al denaro, parsimoniosi nel lavoro e pronti a trattare i prezzi dei loro prodotti fino all’ultimo satang

Queste differenze, al contrario di quanto avviene in Malesia e in Indonesia, non generano forti tensioni sociali tra i due gruppi. Naturalmente tutto ciò non significa che le ingiustizie non esistano e non siano a scapito dei più poveri. Per esempio, succede spesso che i ragazzi brillanti provenienti dalla classe sociale più bassa perdano l’occasione di studiare a causa delle tangenti che vengono pagate alla scuola dai genitori ricchi, per consentire ai loro figli di avere comunque l’accesso alle scuole migliori. La classe dominante non ha alcuno scrupolo a calpestare le opportunità che i più poveri potrebbero avere.

I thailandesi, a qualsiasi ceto appartengano, prestano grande attenzione al loro aspetto. L’abbigliamento casual che si vede sulle isole o sulle spiagge non costituisce la norma per i thailandesi, che nel vestire sono molto più formali degli occidentali.

Tutti i thailandesi, di tutti i ceti e di tutte le religioni, sono molto, molto affezionati a Sua Maestà il ReRama IX, tra tutti i monarchi e capi di stato di tutto il mondo, è quello in carica da più tempo. È stato lui a seguire e curare molti progetti per aiutare il suo paese e il suo popolo. È riuscito a trasmettere a tutto il popolo l’importanza dell’autosufficienza, diventata parte integrante della filosofia thailandese. Meglio non fare mai nessun commento negativo in merito a Sua Maestà perchè, oltre a essere una gravissima violazione di legge, potrebbe provocare reazioni molto dure da parte di qualsiasi thailandese. Mentre in occidente la le discussioni critiche e intelligenti sono apprezzate su qualsiasi argomento, in Thailandia la religione, in particolare il Buddismo, e la monarchia sono temi da evitare, soprattutto se si dispone di pareri negativi.

Gli stranieri non riescono a capire il modo di lavorare dei thailandesi e spesso pensano che se un thailandese non riesce a fare quello che gli è stato chiesto è a causa della mancata comprensione della lingua inglese. In realtà non è un problema di lingua ma di abitudini consolidate che li spingono a fare le cose sempre nello stesso modo, scoraggiandoli dal pensare al di fuori di piccoli schemi con cui sono abituati a far il proprio lavoro. Inoltre, mettere in discussione il modo di fare di un thailandese, con la possibilità che qualcuno “perda la faccia” è una delle cose più gravi che si possano fare.

“Perdere la faccia” è per un thailandese così grave che piuttosto, preferisce non dire, o che non gli venga detto, se esiste un modo migliore di fare le cose rispetto a quello che sta facendo. In questo modo, è pressochè impossibile introdurre dei miglioramenti o qualsiasi cambiamento nelle abitudini lavorative: anche se un comportamento è inefficiente, continuerà ad essere applicato per sempre. Gli unici che si comportano diversamente e che non seguono le regole thailandesi, sono gli stranieri. Un esempio si verifica spesso da McDonalds dove, se si chiede un caffè freddo senza ghiaccio, si otterranno gli sguardi che si riservano ai pazzi: “Caffè freddo senza ghiaccio? Come può essere freddo un caffè senza il ghiaccio? Questo straniero è pazzo, come tutti gli stranieri!“, naturalmente con il solito sorriso.

Il concetto di “faccia” (a cui è legato il “perdere la faccia”), gioca un ruolo molto importante nella vita di molti popoli asiatici e spesso gli occidentali tendono a sottovalutare questo aspetto. La “faccia” è un pò come la reputazione o ciò che traspare dal comportamento di una persona. Quando un thailandese fa un errore e gli viene fatto presente, o peggio ne vengono messe a conoscenza altre persone, il thailandese che ha fatto l’errore perde la faccia. Questo gli può essere molto dannoso e se un thai perde la faccia malamente, è difficile prevedere come potrà reagire. Naturalmente, questi atteggiamenti diventano un problema negli ambienti lavorativi, poiché frenano e inibiscono tutti i miglioramenti ed i progressi.

In Thailandia il concetto di tempo corre secondo regole molto diverse dalle nostre. Il tempo thailandese significa “si compirà quando si è pronti e quindi molti occidentali si arrabbiano per i ritardi agli appuntamenti, anche di un’ora, che per i thailandesi sono la normalità. Qualcuno pensa che queste abitudini siano più diffuse tra le classi sociali meno abbienti.

Molti stranieri che vivono in Thailandia maturano un sentimento di amore e odio verso i thailandesi, per tutta una serie di ragioni. Alcuni si sentono frustrati per le risorse investite in questo paese, sia in termini di tempo che di denaro, a fronte delle quali riescono ad ottenere ben poco in termini di diritti.

Infatti, rimane la sensazione molto forte che anche l’espatriato di vecchia data non sia altro che un turista a lungo termine. Lo straniero non può acquistare terreni, deve richiedere il visto ogni anno, deve pagare di più i biglietti per i parchi nazionali e per molti altri servizi, insomma la sensazione di “bancomat che cammina” non è del tutto fuori luogo.

È altamente probabile che gli stranieri residenti in Thailandia non riusciranno mai ad ottenere gli stessi diritti dei thailandesi.

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Articoli precedenti: Espatriare a Bangkok (parte prima), Espatriare a Bangkok (parte seconda)

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