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Dove mettere i soldi al sicuro? La Svizzera resta ancora la scelta migliore

La Svizzera ha infranto il suo leggendario segreto bancario a favore delle autorità fiscali di molti paesi. Nonostante ciò, rimane ancora una roccaforte della sicurezza patrimoniale e della diversificazione geografica, come hanno rapidamente compreso tutti i professionisti finanziari elvetici.

Dove mettere i soldi al sicuro? La Svizzera resta ancora la scelta migliore

La Svizzera è il maggior polo bancario internazionale e detiene un quarto di tutti i patrimoni privati mondiali. Tutto questo mare di denaro si trova in Svizzera a causa della legislazione sul segreto bancario.

La legge sul segreto bancario elvetico ha origine nel 1713, quando il cantone di Ginevra emanò un’ordinanza che vietava ai banchieri di divulgare qualsiasi informazione circa le operazioni dei loro clienti, a meno di un accordo esplicito con le autorità cantonali. La moderna legge sul segreto bancario federale, promulgata nel 1934, punisce le violazioni della privacy del cliente con multe che arrivano fino a 55.000 dollari e a sei mesi di prigione.

Tuttavia, questa secolare tradizione di sicurezza bancaria sta arrivando al termine, soprattutto se ci sono di mezzo le tasse. Le autorità fiscali di mezzo mondo hanno costretto la Svizzera a reinventarsi. Infatti il paese ha recentemente firmato accordi di scambio di informazioni fiscali con gli Stati Uniti e con 44 altri paesi, promettendo uno scambio sistematico di informazioni utili alle autorità fiscali.

Un evento senza precedenti che però non ha sorpreso tanto quanto la velocità con la quale la Svizzera si è adattata alla nuova realtà, nonostante i professionisti finanziari svizzeri siano intrinsecamente conservatori.

Anche se molte banche sono arrivate addirittura a chiudere i conti dei clienti, continuano a lavorare in forme diverse

Anche se molte banche sono arrivate addirittura a chiudere i conti dei clienti, soprattutto americani, continuano a lavorare con la propria clientela, in forme diverse. Alcune banche adesso funzionano un pò come custodi, offrendo i loro servizi attraverso una rete di gestori patrimoniali che consentono, per esempio, di aprire un conto in svizzera attraverso la gestione patrimoniale. Il cliente non ha contatti con la banca ma soltanto con il gestore di patrimoni. Naturalmente questo nuovo sistema non consente alcun segreto bancario verso le autorità fiscali.

Molte persone pensano che, allo stato attuale delle cose, non ci siano valide ragioni per detenere denaro in Svizzera se gli occhi del fisco possono vedere tutto. Tuttavia, uno dei motivi più importanti per creare un patrimonio al di fuori del paese in cui si vive è quello della diversificazione geografica, cioè di proteggersi dalla confisca a titolo definitivo dei propri beni.

Basta pensare a ciò che fece Hitler in Germania ai beni di proprietà ebraica nel 1930. Oppure alle confische dei conti correnti condotte a Cipro lo scorso anno, quando i clienti di alcune banche hanno visto i saldi dei propri conti svanire del 50% dalla sera alla mattina (“Una lezione da non dimenticare: Cipro“).

Mantenere una parte del patrimonio in una solida banca in un porto sicuro come la Svizzera consente anche l’accesso a investimenti non disponibili in altri paesi, offre privacy (anche se non più dal fisco) e dà una maggiore protezione ai propri beni.

La Svizzera ha ben capito questa logica e in pochi anni la sua industria finanziaria si è adattata ad un mondo in cui il segreto bancario non è più assoluto.

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