La domanda di alluminio è sempre più debole

Le ultime notizie che arrivano dai mercati internazionali confermano il momento sfavorevole per la domanda globale di alluminio.

La domanda di alluminio è sempre più debole

I prezzi dell’alluminio al London Metal Exchange (LME) si sono indeboliti all’inizio di agosto e poi si sono mossi lateralmente fino all’inizio di settembre. Attualmente, stanno oscillando intorno ai 1.800 dollari per tonnellata.

In Cina i prezzi vanno un po’ meglio

In Cina, allo Shanghai Futures Exchange (SHFE), i prezzi si sono invece recentemente rinforzati. Tuttavia, lo slancio al rialzo sembra debole, ancora al di sotto del livello di 14.500 renminbi a tonnellata, più o meno dove lo abbiamo visto nel corso dell’ultimo anno.

Secondo MetalMiner, il principale produttore di alluminio primario della Cina (Chalco) ha registrato un calo dell’8% nella produzione durante la prima metà dell’anno. La produzione di alluminio primario è stata di 1,89 milioni di tonnellate, rispetto a 2,06 milioni di tonnellate durante i primi sei mesi del 2018.

Inoltre, nel paese, ci sono state tutta una serie di interruzioni a causa delle inondazioni, che hanno temporaneamente ridotto la produzione. A seguito di ciò, le esportazioni sono scese al livello più basso da febbraio. Secondo Reuters, le esportazioni cinesi sono scese a 466.000 tonnellate in agosto, in calo del 10% circa rispetto ad agosto 2018.

Domanda stabile negli Stati Uniti ma in discesa nel resto del mondo

Mentre la domanda di alluminio negli Stati Uniti è rimasta relativamente stabile, nel resto del mondo si è indebolita. Norsk Hydro ha recentemente annunciato l’intenzione di chiudere parte della produzione di coils di alluminio in Germania, nell’ambito di una campagna di ristrutturazione volta ad aumentare la redditività del settore laminati.

Nel frattempo, negli Stati Uniti, il Dipartimento di Giustizia ha contestato l’acquisto di Aleris Corporation da parte della Novelis. Il motivo risiede nei timori che la Novelis possa ostacolare la concorrenza grazie al controllo del 60% della produzione nazionale, aumentando i prezzi della lamiera di alluminio per autoveicoli.

Certamente, gli umori del mercato stanno progressivamente deteriorandosi e l’ottimismo che si era diffuso lo scorso anno è soltanto un lontano ricordo.

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